Pubblicato il 20/02/21

BUON COMPLEANNO! Oggi, 20 febbraio 2021, Claudio Costa compie 80 anni. Un traguardo importante per il fondatore della Clinica mobile del Motomondiale che tante carriere, e vite, ha saltato nel corso degli ultimi 40 anni. Il ''Dottor Costa'' creò infatti la sua creatura nel 1977 ed è rimasto in prima persona sul campo fino al 2014. Inevitabilmente sono tantissimi gli aneddoti e i ricordi accumulati nel corso di questa lunga avventura, in parte raccolti in un libro e in un film, presentato nel 2019 e inevitabilmente intitolato ''Voglio correre'', la frase che più spesso i piloti hanno pronunciato al loro salvatore.

IL ''RAPIMENTO'' DI DOOHAN Per questa ricorrenza, il Dottor Costa ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Particolarmente interessante è il ricordo che fa dell'infortunio patito da Mick Doohan nel 1992: ''È una favola incredibile. Quanto in Olanda nel '92 cadde e si ruppe una gamba, aveva già vinto 5 gare. Gli proposi di venire in Italia a curarsi da noi, in un mese l'avrei rimesso in sella, invece si fece operare in Olanda. Sorsero delle complicazioni che portarono i medici a pensare all'amputazione della gamba. Mi chiamò, allora io noleggiai un aereo privato e andai a prenderlo. Avevo un amico in Olanda che mi procurò un'ambulanza e due infermieri: entrammo in ospedale, caricammo Mick e uscimmo per andare all'aeroporto. La cosa non destò sospetti, tranne che in Kevin Schwantz. Era anche lui lì, con un polso rotto e un'anca lussata. Disse: 'Dottore, vengo anch'io'. Portai tutti e due in Italia''.

FERITA E RINASCITA Giunto in Italia, il dottor Costa unì le due gambe di Doohan permettendo a quella sana di guarire quella ferita e ospitò il pilota australiano a casa sua, a Imola. Rientrato miracolosamente alle gare in Brasile, il pilota della Honda ottenne un dodicesimo e un sesto posto, che non gli bastarono per evitare il sorpasso in extremis di Wayne Rainey: ''Tornò a guidare che neanche camminava - ha ricordato Costa - Perse il titolo per un niente e io la ritenni un'ingiustizia, ma se non avesse perso, non avrebbe vinto così tanto dopo. È da quella sconfitta, da quella frustrazione, che è nato Mick Doohan. Sono le avversità, le ferite che ti fanno crescere''. L'anno successivo l'australiano chiuse il mondiale quarto, ma dal 1994 infilò una cinquina di titoli iridati, dominando letteralmente la classe 500. Memorabile il 1997, quando vinse 12 delle 15 gare in calendario, aggiungendo altri due secondi posti.

MotoGP: Marc Marquez e Mick Doohan

DELUSIONE MARQUEZ Proprio il ricordo della vicenda di Doohan si ricollega al travaglio che sta vivendo ora Marc Marquez, suo erede in sella alla Honda HRC con i colori Repsol. Il Dottor Costa non ha nascosto la sua delusione per le scelte fatte dallo spagnolo dopo l'infortunio patito lo scorso anno a Jerez de la Frontera: ''Marquez mi ha insegnato che la riconoscenza non è di questo mondo. Dopo averlo aiutato a vincere il Mondiale, nel 2013, mi sarei aspettato che mi chiamasse quando ha avuto bisogno. Anche perché era chiaro che non poteva tornare a correre con una placca nel braccio. Avrebbero dovuto mettergli un chiodo, allora avrebbe corso e vinto il titolo''.


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