Prova

Yamaha BW'S 125 B-generation


Avatar di Luca Cereda , il 04/05/10

11 anni fa - Punta a un target giovane, e gioca la carta dell'immagine e della personalizzazione. Ma sotto il vestito della Yamaha BW'S 125 c'è molto di più.

Punta a un target giovane, e gioca la carta dell'immagine e della personalizzazione. Ma sotto il vestito della Yamaha BW'S 125 c'è molto di più, su tutto uno scatto da velocista e una maneggevolezza sorprendenti...

ALTOLA' AI MATUSA "Non è uno scooter per vecchi”, la Yamaha BW'S 125 B-generation ammonisce a prima vista. Sarà per il look un po' underground, quegli adesivi con le grafiche di teschietti, stelline o codici a barre e compagnia, segno che il marketing ha stretto per bene il mirino su un target giovanissimo e un po' anticonformista, e che sull'immagine si punta non poco. Bene. A patto che questa non metta in secondo piano la sostanza, perciò chiariamo subito le cose: il BW'S è innanzitutto un buon 125: facile, compatto e maneggevole, e questo nonostante il bagaglio tecnico non sia di primissima fascia (c'è un solo freno a disco e il raffreddamento è ad aria). Poi viene l'estetica…

ATTACCA E STACCA … dalla quale, tuttavia, cominciamo per ragioni di copione. Estetica in parte già nota (la versione senza adesivi è passata su questi schermi in autunno), in parte da scoprire e… inventare. Quindi, poco da dire se non che il doppio faro verticale offre uno sguardo stralunato diverso da quello che da sempre attribuiamo al BW'S; la livrea - qui sta la novità -  diventa invece una sorta di tabula rasa (bianca o nera) da personalizzare con 10 differenti set di grafiche adesive. In alternativa, il Bw's può rimanere nudo e crudo conservando comunque la sua personalità, e a questo punto non è detto che escluda a priori un pubblico più maturo.

PEDANA X2 Sempre parlando d'immagine spiccano anche i piedini cicciotti (calzati con pneumatici oversize da 12”), il manubrio nudo, il telaio a vista (un po' come per lo Zoome Honda, ancora più "nudo") e il sellone generoso. In quest'ultimo caso, immagine ma anche sostanza, perché una volta alzata la sella si scopre infatti una stiva dove anche un casco integrale può rintanarsi senza problemi, anzi, magari in compagnia di altre cianfrusaglie. La pedana è piatta e agli estremi laterali riserva un piccolo spazio poggia-piedi per il passeggero.

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PREZZO OK Il resto lo dice la carta d'identità. Il freno a disco da 220 mm sta sull'anteriore, il tamburo da 150 mm sul posteriore; forcella telescopica e ammortizzatori, rispettivamente di 78 e 71 mm, non sono sono così generosi nell'escursione ma più o meno allineati alla concorrenza diretta; il motore, un monocilindrico 4 tempi ai iniezione elettronica con raffreddamento ad aria, ha una potenza  di 9 cavalli. Il prezzo, 3.090 euro franco concessionario, non è esattamente da saldi di primavera, ma nemmeno eccessivo considerato il buon compromesso tra immagine e prestazioni. E non dimentichiamo che è sempre uno scooter Yamaha.

PRIMO CONTATTO Si comincia come a un tavolo di scacchi: "bianco o nero?”. "Nero” grazie, preferibilmente con gli adesivi del teschietto più cattivo (che in concessionaria si chiama "Bad Skull”). Il "clack” del cavalletto (c'è anche laterale), il "bzzz” dell'accensione, poi via a scorrazzare per Milano, da Brera alla Bicocca attraversando qualche codazzo da ora di punta. Le sensazioni che trasmette la Yamaha BW'S 125 B-generation sono subito buone, in primis per quel che concerne la maneggevolezza.

AGILE Prevedibile? Forse, date le dimensioni compatte (191x72 cm), la sella a soli 78 cm e un peso in ordine di marcia 121 chili che non si discosta tantissimo da quello di un cinquantino. Dal vivo però fa più effetto: il dribbling sciolto tra le auto, qualche virata in un fazzoletto d'asfalto, tutto vien più facile del previsto senza minare di un minimo la stabilità. E nell'inchiodata improvvisa - sempre dietro l'angolo nel traffico - si può contare sul morso deciso del disco, forse fin troppo zelante nella risposta. Una manna negli spazi stretti, un leggero fastidio quando serve modulare un po' la frenata.

SCATTISTA Semaforo rosso: tre, due, uno, verde! Lo scatto è felino e, nei primi metri, il BW'S dà la paga a qualche collega più nerboruto. Se la potenza massima non è certo da primato dell'ottavo di litro, va detto però che tanta ne entra a disposizione da subito, e lo stesso vale per la coppia, che sale rapida finché si toccano i 65/70 km/h (la velocità massima arriva a sfiorare i 100). Vibrazioni quasi zero, aria alle gambe pochissima, dietro uno scudo irrobustito –ma un po' meno aggraziato - rispetto alla vecchia versione del Bw's.

NON SOLO… Tutto liscio? Non proprio. Il principale difetto sta nel comportamento delle sospensioni, non esattamente impeccabili nell'attutire l'effetto grattugia del pavé e i colpi secchi di dossi e buche. Un disagio però ampiamente compensato dai già citati pregi, cui vanno aggiunti anche la comodità di una sella ampia – buona anche per due - e quella di un vano sotto-sella ospitale, su uno scooter che, alla fine della fiera, ha lo spirito del cinquantino ma offre più risorse. Non solo chiacchiere e adesivi…


Pubblicato da Luca Cereda, 04/05/2010
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