Prova su strada

Suzuki SV 650 e 650S


Avatar Redazionale , il 17/03/03

18 anni fa -

Piccole e briose, le nuove SV 650 e SV 650S si presentano con un look aggressivo ben sostenuto da una ciclistica rinnovata ed un twin che si conferma il migliore della categoria. Divertono anche in pista. Ecco le prime impressioni di guida.

COM’È Eccole qui, sono arrivate. In ritardo con le consegne (tanto da "incasinare" la Suzuki SV 650S Cup), le nuove SV 650 e SV 650S hanno fatto la loro apparizione ufficiale sull’asfalto del circuito Santamonica di Misano, sfoggiando tutta la loro spigolosa bellezza. Infatti, come vogliono dettami stilistici degli ultimi tempi, la famiglia SV abbandona linee morbide e tondeggianti per sfoggiare un look aggressivo, fatto di spigoli e tagli netti, dando maggiore sfogo al loro lato sportiveggiante, con la coda che punta in su a mostrare il nuovo gruppo ottico a strisce.

RICOSTRUITO Il telaio, invece, simula lo stesso disegno a traliccio in alluminio del suo predecessore (solo con andamento più squadrato), ma è solo scena perché in realtà non si tratta di traliccio vero e proprio quanto piuttosto di una struttura ottenuta tramite pressofusione (le nervature interne di irrigidimento ne sono una conferma). Anche il forcellone, sempre in alluminio, è formato da due bracci realizzati con la tecnica della pressofusione. I due bracci sono saldati insieme ed abbinati ad un monoammortizzatore regolabile nel precarico molla, con una escursione alla ruota di 137,7 mm. Tutto nuovo anche il telaietto reggisella, ora scomponibile, mentre la forcella, anch’essa regolabile nel precarico, ha steli da 41 mm, con un’escursione di 130 mm. Così conformato, il nuovo telaio delle SV 650 pesa ben 3 Kg in meno rispetto alla precedente versione.

INIEZIONE DI REGOLARITIÀ La più importante novità che ha interessato il motore è nel reparto alimentazione. Il noto bicilindrico di 645 cc, non si abbevera più tramite due carburatori, ma utilizza una coppia di corpi farfallati Mikuni da 39 mm, dotati del migliorato sistema a doppia valvola SDTV (la prima comandata dall’acceleratore, la seconda da un nuovo motorino gestito dalla centralina a 32 bit che garantisce un movimento millimetrico).
I pistoni fusi in lega d’alluminio hanno un profilo sagomato e montano spinotti più corti per ridurre il peso delle masse in movimento.

BIALBERO La distribuzione è sempre bialbero in testa con quattro valvole per cilindro. Non ne aveva bisogno (è già il più potente bicilindrico di categoria) ma questi interventi hanno anche aumentato leggermente la potenza ora di 72 cv a 9000 giri con una coppia massima di 64 Nm a 7200 giri, non male per un piccolo bicilindrico, per di più catalizzato e per di più a norma Euro2. Oltre al catalizzatore il twin Suzuki usufruisce dei benefici del sistema di aria secondaria PAIR.

PREZZI INVARIATI Come lieta novella riportiamo i prezzi che non sono cambiati rispetto alle vecchie versioni. Evidentemente la costruzione ottimizzata della ciclistica ha compensato il maggior costo del sistema d’iniezione così che in Suzuki sono riusciti a non fare crescere il listino. La SV 650 e 650S saranno disponibili a fine marzo nei concessionari Suzuki al prezzo di 6.923 Euro franco concessionaria per la nuda e 7.226 Euro per la versione "S", nei colori Blu ed Nero per la prima e Blu ed Argento per la seconda.

COME VA

Per la presentazione dei nuovi modelli SV 650 e SV 650S, Suzuki Italia ci ha messo a disposizione il circuito romagnolo Santamonica di Misano, dove nel breve tempo (troppo !) di un turno per ciascuna, abbiamo potuto saggiare le doti della rinnovata media bicilindrica.

COMODE E VELOCI

Su entrambe le versioni la posizione in sella è ben studiata anche se differente. Sulla naked pura, con manubrio rialzato (perfetta nell’uso di tutti i giorni e sulle strade extraurbane) le gambe sono comode, s’inseriscono perfettamente negli svasi del serbatoio, mentre il busto assume una posizione piuttosto eretta. Sulla "S", invece, tutto assume una conformazione più "racing", con i due semimanubri non troppo bassi che caricano in avanti il busto di chi guida, insieme alle pedane leggermente arretrate e rialzate rispetto al modello nudo. Valida la protezione aerodinamica offerta della carenina della "S", anche se ci riserviamo di metterla alla prova in una prova autostradale in futuro.

TWIN SPORTIVO

Conosciamo già le doti di questo piccolo gioiellino che anche sulla versione 2003 si è dimostrato come tale. Addirittura con l’arrivo dell’iniezione sembra essersi migliorato sensibilmente nell’erogazione, sempre pronta e invidiabilmente corposa (soprattutto considerando la cilindrata) in ogni marcia e regime. Una grinta piacevolissima perché godibile dai 3.000 fin oltre gli 11.000 giri, con un'unica, piccolissima flessione, quasi inavvertibile intorno ai 6000 giri.

SU DU GIRI Il cambio, poi, in pista ha assecondato il vigore del bicilindrico in modo impeccabile, mentre le vibrazioni sono apparse pressoché inesistenti su entrambi i modelli, anche se più avvertibili sulla versione. Le prestazioni sfoderate da questo bicilindrico sono davvero eccellenti, basti pensare ai 211 km/h visti alla staccata del Tramonto con la SV-S (209 con la SV) a dimostrazione di un motore che anche in sesta non si fa certo pregare nel prendere i giri.

NON AFFONDA PIÙ Tali prestazioni in pista non sarebbero possibili senza una ciclistica a punto. E qui la SV sfodera la vera sorpresa. Finalmente telaio e sospensioni si dimostrano all’altezza dell’esuberanza del motore. La maneggevolezza della SV è disarmante ma quello che conquista è la sua solidità una volta impostata la piega. All’uscita del curvone, in sesta piena, il display indica 196 km/h e la sensazione è di assoluta padronanza, la moto non allarga, non si muove, non sbacchetta. In pista entrambe le SV 650 hanno mostrato di possedere doti ciclistiche da vere sportive e di non soffrire più i limiti di sospensioni troppo flaccide. Complice anche la posizione di guida leggermente diversa (e sulla nuda anche il nuovo manubrio) l’avantreno si è rivelato più solido di quanto ci aspettassimo (quasi unanime il giudizio dei presenti nell’eleggere le due SV come sorpresa del giorno), probabilmente proprio grazie all’adozione del nuovo telaio (non per nulla è lo stesso montato dalla SV 1000S).

MEGLIO LA S Comunque, tra le due versioni la SV 650S ha convinto un pelo di più rispetto alla nuda (almeno nella guida sportiva), probabilmente proprio grazie al cupolino che, oltre ad offrire una migliore penetrazione aerodinamica, aumenta di poco il peso sull’avantreno della moto (4 Kg di differenza tra 2 le moto), aumentandone la sensazione di solidità, senza penalizzarne troppo la maneggevolezza.

AGILI E PRECISE

Il peso contenuto di entrambe (rispettivamente 189 e 193 kg) le rende dei veri giocattolini da piega, capaci di grande agilità nei cambi veloci di direzione. In ingresso curva le SV 650 non si scompongono, entrano pulite seguendo in modo preciso la traiettoria scelta, rimanendo pressoché neutre durante tutta la percorrenza. In uscita, poi, si può dare tranquillamente fondo al gas approfittando dell’ottima trazione e del buon grip offerto dai pneumatici.

OK I FRENI

Buona anche la frenata. La coppia di dischi da 290 mm si è dimostrata instancabile, affidabile e sempre ben sfruttabile anche nella situazione limite della guida in pista. Certo si sarebbe voluto avere un po’ più di tempo a disposizione per conoscere meglio le moto, soprattutto nel comportamento su strada, dove gli imprevisti e le condizioni delle strade consentono di avere un’idea più completa della moto. Ma per ora tocca accontentarsi, questo è un argomento che affronteremo presto, quando potremo avere le moto a disposizione per una prova su strada. In questo servizio:Casco:Vemar DiademTuta:SpidiGuanti:Spidi CarboventStivali:Dainese Age Out
Pubblicato da Stefano Cordara, 17/03/2003
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