Prova su strada
Honda CBR650R 2019

Honda CBR650R 2019: sportiva intelligente. Il test su strada

La CBR650R recupera il DNA sportivo smarrito nelle ultime versioni. Ecco le opinioni dopo la prova, quanto costa e quando arriva

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Autore:
Danilo Chissalè

SPORTIVA INTELLIGENTE EICMA 2018 ha sancito il ritorno delle sportive 600 cc. Kawasaki, il Concept di Aprilia ma anche la rinnovata CBR650R, ora più sportiva della CBR650F che rimpiazza a listino. Rispetto alle sopra citate la nuova CBR è meno estrema nella filosofia ma per chi ama i semi manubri su strada è una valida opzione.

STILE DI FAMIGLIA A primo impatto la si potrebbe scambiare per la sportiva per eccellenza di casa Honda, la Fireblade: carenatura snella e appuntita, linee compatte, serbatoio allungato dalla silouhette sinuosa e dal faro anteriore sdoppiato full LED proprio come sulla mille, sono a LED anche le frecce (con lampeggio automatico in caso di frenata di emergenza) e il faro posteriore. Impeccabili, come spesso accade sulle Honda, le finiture, le plastiche sono ben assemblate e la qualità percepita è altissima.

MIGLIORE IN TUTTO Il motore, come sulla naked CB650R, è un quattro cilindri da 649 cc, modificato rispetto al predecessore nell’aspirazione – ora con doppia presa d’aria dinamica – e nello scarico. Queste migliorie donano più corpo ai medi regimi e un incremento del 5% agli alti, con la possibilità di allungare fino a 12.000 giri/min, regime al quale viene sprigionata la potenza massima. I dati recitano 95 cv di potenza massima per 67 Nm di coppia.

NUOVA CILISTICA Rispetto alla CBR650F la nuova CBR650R è stata modificata nelle quote ciclistiche e nell’ergonomia per esaltare il piacere di guida e la sportività. La posizione di guida è ora più sportiva grazie allo spostamento dei semi manubri al di sotto della piastra di sterzo e alle pedane arretrate e rialzate. Invariata l’altezza della sella posta a 810 mm dal suolo. Il telaio in acciaio con struttura a diamante è stato alleggerito e modificato per accoppiarsi al meglio con la nuova forcella a steli rovesciati.

MESSA A DIETA L’alleggerimento è stato uno degli obiettivi principali degli ingegneri giapponesi e ha coinvolto, oltre al telaio (modificate le piastre di fissaggio del perno del forcellone, ora stampate), anche il serbatoio – in grado di contenere 15,4 litri di verde – e i cerchi, ora a 5 razze sdoppiate. Il tutto si traduce con un risparmio sulla bilancia di 6 kg rispetto al modello precedente, la CB650R ferma infatti l’ago della bilancia a 207 kg in ordine di marcia.

DINAMISMO Ad esaltare il lavoro di alleggerimento in ottica piacere di guida in Honda hanno optato per della componentistica di alto livello per sospensioni e freni. La forcella Showa SFF (Separate Fork Function) a steli rovesciati da 41 mm – condivisa con la naked CB650R ma più rigida nella taratura - ha il compito di assorbire le asperità insieme al monoammortizzatore posteriore, regolabile nel precarico molla su 10 posizioni e fissato direttamente al forcellone. Nuovo anche l’impianto frenante Nissin, ora con doppia pinza radiale a 4 pistoncini a mordere dischi flottati da 310 mm all’anteriore, pinza a pistoncino singolo e 240 mm per il disco posteriore, il tutto rigorosamente tenuto a bada dall’ormai immancabile ABS a due canali.

PREZZO E ACCESSORI La CBR650R è già disponibile nei concessionari in due tinte: nero opaco e rosso. Il prezzo di listino di 8.900 euro è pronto a catturare l’attenzione di chi cerca una sportiva a suo agio nel quotidiano. Non manca la possibilità di accessoriare la CB con una presa a 12 V, le manopole riscaldabili e il quickshifter.

 

 

IN SELLA In sella alla nuova CBR650R non si stà scomodi, nemmeno se, come il sottoscritto, si è appena scesi da una naked (la sorella CB650R). Nonostante la triangolazione sella/pedane/manubrio tipica da supersportiva la CBR non è una spacca polsi come le aricinote rivali. La sella in condivisione con la scarenata è dunque ugualmente comoda per il pilota, anche sulle lunghe percorrenze, e altrettanto risicata in quanto a ospitalità per il passeggero. Capitolo ergonomia: ottima quella delle leve, con quella del freno regolabile su 6 posizioni, leggerissima e prevedibile allo stacco quella della frizione. Le parti in condivisione tra le due moto sono moltissime, quasi la totalità, ecco dunque che anche la strumentazione della sportiva lascia a desiderare.

FACILE E DOCILE Quando si sale in sella a una supersportiva un po di timore reverenziale c'è sempre, con la CBR il discorso è diverso, sarà perchè è marchiata Honda - rinomata per la fiducia che ispira fin da subito - sarà per l'assenza di una erre nel nome, ma parto sereno e rilassato accompagnato dalla spinta crescente del motore man mano che insisto sul gas e scalo il contagiri.

SCELTA SAGGIA La scelta di Honda si puntare su un motore non estremo è saggia. Rimane la goduria di far urlare il motore quando si vuole alzare il ritmo, ma grazie alla maggior coppia ai medi regimi ora la CBR è piacevole da guidare anche senza ballare sul cambio (ottimo il funzionamento che diventa eccellente se dotato di quickshifter opzionale). Non siamo davanti alla coppia di un bicilindrico ma la spinta è discreta già da 3.000 giri/min e rispetto alla sorella nuda è anche più svelto nel salire di giri.

VERA SPORTIVA Trattandosi di una sportiva il piacere di guida veste un ruolo fondamentale. La CBR650R si guida come tutte le altre moto del suo segmento, ama la guida di corpo e la gratifica con un avantreno stabile sul veloce, ma allo stesso tempo svelto nei cambi di direzione. La taratura della forcella è più sportiva che turistica e questo, a mio modo di vedere è decisamente un punto a favore. Impeccabile anche il comportamento del monoammortizzatore posteriore che non pompa quando si prende il gas in mano e assorbe discretamente le asperità.

BEN FRENATA Se il ritmo si fa alto, ed è praticamente certo se a tirare il gruppo c'è Steve Plater, esperto Road Racer con giusto qualche partecipazione alla Northwest 200 o al Gp di Macao, è meglio poter fare affidamento su freni all'altezza. L'anteriore è potente, si stacca forte anche con un dito, ma sulle prime bisogna fare l'abitudine al suo attacco brusco, il posteriore è valido ma causa spesso l'inserimento dell'ABS e di conseguenza l'accensione delle luci di emergenza.

I DIFETTI Trovare dei difetti eclatanti a questa moto è veramente molto difficile. Come per la nuda, anche sulla sportiva si avvertono fastidiose vibrazioni, attorno ai 7.000 giri, che riducono il comfort, vibrazioni che si percepiscono in maggior misura rispetto alla CB650R sui semimanubri.

IN QUESTO SERVIZIO:

CASCO SCORPION EXO-1400 CARBON Casco integrale realizzato in leggerissima fibra di carbonio, lo Scorpion EXO-1400 Carbon sorprende per leggerezza e comfort. I guanciali sono regolabili tramite dei cuscinetti d’aria per trovare la calzata ideale. Buona la ventilazione, grazie anche alle prese d’aria integrate nella calotta che permettono di gestire i flussi d’aria in maniera modulare. All'interno è presente uno spoiler che riduce l’appannamento, oltre alla rinomata visiera interna Pinlock. Molto pratico il visierino parasole a scomparsa azionabile tramite una leva sul lato sinistro della calotta. Non mancano gli interni sfoderabili e lavabili e la chiusura a doppio anello.

GIACCA IXON FIGHTER Pelle pieno fiore spessa e robusta per questa giacca dal taglio sportivo. Comoda la vestibilità, regolabile tramite i registri in velcro posti ai lati. La parte lombare è di forma allungata ed imbottita. Per la stagione più fredda è prevista un’imbottitura interna amovibile. Le protezioni sono previste su spalle e avambracci e sono certificate CE.

GUANTI IXON RS CIRCUIT HP Guanti dal taglio racing realizzati in pelle di capretto traforata. Gli inserti in pelle elastica su pollice, indice e medio migliorano la vestibilità, mentre alla sicurezza contribuiscono le protezioni certificate su nocche e palmo. Pratica la doppia chiusura sul polso.

JEANS HEVIK STONE Gli Hevik Stone si indossano come un pantalone da passeggio, vestono “morbidi” (e non granché aderenti) ma hanno una scorza più dura. Dentro, una fodera in fibra di rinforzo, imbottiture estraibili sui fianchi e protezioni alle ginocchia (estraibili) giocano in difesa nella malaugurata ipotesi di un incontro ravvicinato con l’asfalto.

SCARPE TCX X-CUBE EVO WP CUBE EVO Non bisogna farsi ingannare dallo stile sportivo e alla moda delle X-Cube Evo Waterproof. Le scarpe proposte da Tcx, infatti, sono calzature tecniche, con tanto di certificazione CE, ottenuta grazie al rinforzo aggiunto all’altezza malleolo, agli inserti su punta e tallone e al sottopiede che assicura la resistenza trasversale in caso di impatto. Alla pelle scamosciata della tomaia è stata aggiunta una fodera impermeabile che rende le X-Cube Evo adatte in ogni condizione climatica

 


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