Prova su strada

BMW C1 125


Avatar Redazionale , il 06/04/00

21 anni fa -

Da anni BMW sta lavorando al progetto di un veicolo adatto ai rapidi spostamenti urbani e a ogni Salone presenta la nuova release della C1. Eccola, finalmente. In teoria è un disastro: baricentro sbilanciato in alto, posizione di guida automobilistica con cinture di sicurezza, prezzo da utilitaria, ruote piccole, motore 125cc Lo scetticismo è d'obbligo, il timore di finire per terra alla prima curva è tanto. Ma dopo la prova...

COM’È Non è una moto con il tetto, ma una berlina a due ruote come piace definirla ai vertici BMW. La C1 è arrivata davvero e ora è pronta a scendere in strada forte di molte caratteristiche che la rendono unica. Una serie infinita di studi ha portato alla realizzazione di una vera e propria cellula di sopravvivenza che circonda il pilota. Grazie all’incredibile protezione offerta da telaio e sovrastrutture, C1 ha infatti un livello di sicurezza paragonabile addirittura a quello di una piccola utilitaria. C1 affronta i crash test frontali e laterali a cui sono sottoposte le auto.

SENZA CASCO Una sicurezza che consente a C1 di essere l’unica due ruote a poter essere guidata senza casco, anzi l'uso del casco è addirittura sconsigliato poiché aumenterebbe l'energia cinetica del capo in caso di urto: cioè, più peso uguale più stress per le vertebre. È indispensabile però ricordarsi di allacciare le cinture di sicurezza e in questo caso il plurale è d'obbligo poiché le cinture sono 2, una a tre punti e una a due punti che si incrociano: in caso contrario la C1 si avvia ma non si muove di un millimetro.

NON PASSA INOSSERVATA

Il look è davvero strano e in alcune parti, come il fanale anteriore, quasi da prototipo. Sgraziato sotto alcune angolature (frontale), hi-tech sotto altre (parabrezza e abitacolo), dalla vista posteriore che ricorda uno stambecco, con i montanti posteriori che sembrano corna (un messaggio per gli automobilisti indisciplinati?). Un tacchinone con le zampe piccole, da 13 pollici l’anteriore, da 12 la posteriore). Un ovettone con le ruote.

FINITURE IMPECCABILI

Realizzata dalla carrozzeria Bertone, la C1 ha finiture da vera BMW e una strumentazione ricca di indicazioni e ben leggibile. Due gli strumenti circolari racchiusi in un cruscotto di stile automobilistico: il tachimetro contachilometri che comprende anche un piccolo orologio digitale è addirittura esuberante nelle dimensioni, più piccolo l’indicatore di livello carburante. A tutto il resto pensa una nutrita serie di spie per indicatori di direzione, abbaglianti, pressione olio, temperatura liquido di raffreddamento, cinture di sicurezza. C’è anche il tergicristallo a due velocità con tanto di lavavetro.

MOTO o AUTO? La soluzione al quesito la lascio al mio direttore che deciderà se pubblicare questa prova tra le auto o tra le moto io... ancora non saprei. Anche in BMW hanno avuto qualche dubbio e C1 sarà venduta da tutta la rete BMW, anche se alla manutenzione penseranno soltanto i concessionari di moto. Dell’auto e dello scooter non ha una risorsa fondamentale: i vani, i cassetti, i bauletti… gli unici spazi sono un gavoncino nella coda (inutilizzabile se si monta il bauletto e due piccoli vani sulla plancia. Tra gli accessori è disponibile però un giga baule (75 litri) da ragazzo del pronto pizza che risolve qualsiasi problema di trasporto.
Definirlo uno scooter sarebbe comunque riduttivo, poiché la C1 è dotata di una tecnologia sopraffina. Le uniche caratteristiche che la avvicinano al mondo degli scooter sono le ruote di piccolo diametro e il motore con trasmissione automatica. Per il resto ci sono ben poche analogie.

TECNOLOGIA BMW

Il monocilindrico da 125 cc può vantare numerose raffinatezze tecniche mai viste prima su veicoli di questa cilindrata. Oltre alla distribuzione a quattro valvole, il monocilindrico made in Rotax (su specifiche BMW) è infatti dotato di iniezione elettronica e di catalizzatore allo scarico, il tutto per ottenere il minimo impatto ambientale. C1 è anche il primo mezzo di questa categoria a poter disporre di impianto frenante con ABS. Il vistoso becco anteriore, poi, è realizzato in materiale a deformazione progressiva per assorbire gran parte degli urti frontali (il 42% degli impatti avviene frontalmente). Insomma ogni particolare è stato studiato per rendere la vita a bordo il più piacevole e sicura possibile.

PER SINGLE CONVINTI Purtroppo tutto è dedicato al solo guidatore ed è questo il punto dolente di C1, l'utilizzo monoposto: a dire la verità, previa modifica al libretto di circolazione cui può provvedere il concessionario BMW, il passeggero si potrebbe anche portare ma il suo posto è all’esterno, al posto del bauletto, con una sella aggiuntiva e una piccola maniglia anteriore a cui aggrapparsi e vista sul poggiatesta di chi guida. Il vero posto della suocera, di certo poco invitante e poco sicuro per il passeggero.

LA GAMMA

Come ogni berlina che si rispetti anche C1 è disponibile in una vera e propria gamma. Si parte dalla C1 base in vendita a 11.250.000, c'è poi una versione dedicata ai più giovani la Family’s Friend, con una pacchiana verniciatura bicolore sottolineata da pacchiane strisce adesive colorate, con suporto portapacchi e cassetto portaoggetti con chiusura a chiave, in vendita a 12.350.000. Il top della gamma è la C1 Executive, una vera ammiraglia con tanto di portacellulare, retina portaoggetti, sella rivestita in pelle e luce di cortesia, per cui si raggiungono i 12.850.000 di lire.

GLI ACCESSORI Come una berlina può essere dotata di Sound System (580.000 lire), tetto apribile /asportabile (300 mila), sedile e manopole riscaldabili (420 mila) e Abs (1 milione). Prezzi elevati che comunque non hanno fermato la richiesta del pubblico, in 1000 hanno già prenotato questo inusuale veicolo a scatola chiusa.

COME VA Da incalliti motociclisti storciamo un po' il naso di fronte alle cinture di sicurezza e al tettuccio. La prima impressione è quella di un mezzo con un baricentro incredibilmente alto e quindi anche scarsamente intuitivo da guidare. Sapere che si viaggerà ancorati al sedile ha poi un non so che di frustrante. Scopriremo invece che la libertà di movimenti è decisamente superiore a quanto ci attendevamo e che invece alla guida della C1 ci avvolge un piacevole senso di sicurezza.

COME IN POLTRONA La posizione di guida ha ben poco di motociclistico, si sta seduti su un vero e proprio sedile (molto comodo ed ergonomicamente perfetto) con tanto di poggiatesta, il busto è diritto e le braccia sono angolate correttamente per impugnare il manubrio che si proietta un po' all'indietro. C'è molto spazio per le gambe, la strumentazione è ben visibile e la sensazione di baricentro alto si avverte soprattutto quando, a ruote ferme, si inclina C1 a destra e a sinistra: dopo pochi gradi il peso sulla gamba interessata è notevole.

SU IL CAVALLETTO Come un’auto, C1 si posteggia stando seduti al posto di guida. Due leve provvedono all’operazione, con uno sforzo fisico minimo e con uno sforzo mentale per ricordarsi quale delle due leve va azionata per prima. Una alza e abbassa il cavalletto, l’altra alza e abbassa la ruota davanti, per consentire a C1 di appoggiarsi con tutto il peso. Un cavalletto stabile, anche se si posteggia sul pavé o un poco inclinati.

ALLACCIAMO LE CINTURE

, un colpetto al pulsante dell'avviamento a gas completamente chiuso e siamo pronti ad affrontare il traffico di Milano. Alla prova dei fatti la guida sorprende: nonostante il peso che con il pieno di benzina raggiunge i 185 chilogrammi, la C1 è maneggevole e nel traffico si comporta quasi come uno scooter, svicolando senza impaccio tra le auto incolonnate. Certo non ha la stessa rapidità nello zigzagare tra le auto ferme in colonna, ma i quasi 30 chili piazzati sopra la testa si fanno sentire meno del previsto. Il diametro di sterzata contenuto aiuta poi nelle manovre in spazi ristretti. Insomma sono sufficienti pochi chilometri per prendere confidenza con questo mezzo anche perché la sella davvero bassa fa si che si instauri subito un rapporto amichevole tra mezzo e pilota. Naturalmente abbiamo guidato C1 senza casco e la prima sensazione è che la rumorosità di scarico e di aspirazione sia piuttosto elevata e parecchio fastidiosa rispetto alla media degli scooter, sensazione accentuata anche dal fatto di avere le orecchie scoperte.

MOTORE POTENTE Il motore sembra non risentire troppo del peso della C1; la potenza di 15 cavalli, volutamente limitata per rendere la C1 guidabile da tutti senza particolari limitazioni di patente (ma non può affrontare autostrade e tangenziali), è sufficiente a garantire la giusta verve al semaforo e a raggiungere i 100 chilometri orari effettivi, (i 90 indicati arrivano subito, poi occorre un buon lancio ma si toccano anche i 110). La prontezza del motore sopperisce quasi totalmente alla impossibilità di muoversi sulla sella per bilanciare il peso nelle manovre e nelle curve: quando C1 sembra cadere di lato, un tocco di gas la rende subito stabile.

DURA SULLE BUCHE Si apprezza anche il funzionamento della sospensione anteriore che utilizza lo stesso sistema Telelever delle moto BMW. La frenata è potente e il beccheggio è ridotto al minimo. Potrebbe invece essere migliore l'assorbimento della sospensione posteriore, non regolabile, troppo secca sui tombini o sui dossi "rallentatori" sempre più numerosi in città. La particolare posizione di guida con busto eretto fa si che tutti i colpi si trasmettano fastidiosamente sulla schiena di chi guida. Nelle buche, poi, le cinture di sicurezza si bloccano e strappano sulle spalle.

CI SI BAGNA?

E una delle domande da semaforo più ricorrenti. Bene, abbiamo avuto la fortuna/sfortuna di guidare la C1 sotto un bel temporale, così, oltre ad apprezzare il funzionamento davvero esemplare di un impianto ABS preciso nell'intervenire anche sul pavé bagnato, decisamente il migliore che ci sia mai capitato di provare su una due ruote, possiamo dire che... sì, sulla C1 ci si bagna. Certo meno che su una moto, testa e busto restano completamente asciutti le gambe sono abbastanza riparate, ma spalle, braccia e mani sono quasi completamente esposte e se vi sorprende un acquazzone sarà meglio indossare abbigliamento impermeabile.

PROTEZIONE LIMITATA DALLE INTEMPERIE

Sorprende un po', perché sarebbe stato suffciciente un tettuccio appena più largo e due paramani perché C1 potesse offrire una protezione decisamente superiore. Tra l'altro anche la zona posteriore non è chiusa e se capita di essere fermi al semaforo con il vento e la pioggia che arrivano alle spalle si rimpiange di non avere il casco.

PROTEZIONE ELEVATA DAGLI URTI Comunque va detto che l'obbiettivo prioritario di BMW non era quello di offrire un mezzo che proteggesse dalla pioggia ma quello di proteggere il pilota come mai prima su una due ruote, obbiettivo pienamente centrato quindi, e se le previsioni di vendita di BMW saranno rispettate prepariamoci a vedere sempre più C1 in giro per le nostre città.


Pubblicato da Stefano Cordara, 06/04/2000
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