STILE RÉTRO Di lei mi piacciono le proporzioni e quelle forme tondeggianti del cupolino e del serbatoio che le danno sinuosità quasi antropomorfe. E mi piace il quadro strumenti: un dettaglio, forse, ma i due strumenti analogici cromati, con due belle lancette e le cifre in caratteri rétro, ecco, li trovo suggestivi. La Kawasaki Z900RS Cafe è una moto che strizza l'occhio al passato, all'epoca in cui le due ruote erano sinonimo di ribellione e libertà.

LA SCHEDA TECNICA Nelle linee si ispira alla Z1 dei primi anni 70, che con 82 CV era la più potente della sua epoca. La Z900RS di oggi, va detto, non punta a conquistare alcun record, ma di certo la grinta non le manca. Il suo quattro cilindri in linea raffreddato a liquido, da 948 cc, 111 CV e 98,5 Nm, è molto generoso e ha una voce rauca e graffiante, davvero aggressiva. Sarà lui la sua carta vincente? Andiamo con ordine.

FATTA ALLA GIAPPONESE Un'occhiata alla meccanica conferma le aspettative. La Kawasaki Z900RS Cafe, da brava giapponese, è una moto fatta come si deve. Tutte le componenti sono assemblate alla perfezione, i cablaggi sono in ordine e la cura del dettaglio si nota in particolari come il tappo che protegge la serratura della sella. Quest'ultima, infatti, è posta sotto il codone, in posizione esposta alla sporcizia, di qui l'accortezza di schermarla da spruzzi e infiltrazioni.

COMODISSIMA Monto in sella e trovo una posizione comoda come non ne provavo da tempo. Pedane, manubrio e piano di seduta (a 820 mm da terra) garantiscono una postura leggermente carica sulle braccia, con ginocchia poco flesse e tanto spazio per accogliere anche i piloti più alti. Il serbatoio non è strettissimo, ma la Cafe ha un girovita snello, che agevola l'appoggio dei piedi al semaforo. Piuttosto comoda è anche la sistemazione per il passeggero, anche se la cinghia sulla sella non è efficace quanto due bei maniglioni laterali, per tenersi: maniglioni comunque previsti nel menu degli optional.

A FREDDO HA IL MINIMO ALTO Metto in moto e il frazionamento si fa subito sentire, con le sue sonorità caratteristiche. Frizione, dentro la prima e parto. Facile. La Kawa è reattiva il giusto: si capisce subito che è una maxi, ma non ti prende in contropiede e anzi si dimostra subito trattabile. I primi chilometri, a freddo, il minimo rimane alto, oltre i 2.000 giri. Questo determina un fastidioso effetto trascinamento in città: se mi avvicino al semaforo in rilascio, la velocità rimane elevata quasi avessi il cruise control. “Colpa dell'Euro 4”, mi dicono in Kawasaki.

UNA LIBELLULA Raggiunta la temperatura di esercizio la situazione si normalizza e la guida diventa impeccabile. Anzi, spettacolare. Nonostante i suoi 216 kg in ordine di marcia, la Z900RS Cafe trasmette un gran senso di leggerezza e di maneggevolezza, risultando svelta e molto duttile nei cambi di direzione. Si lascia guidare con grande scioltezza, senza fatica, con il plus di comandi ben studiati dal punto di vista ergonomico.

TUTTA GRINTA E ARMONIA In questo quadro di assoluta eccellenza è difficile identificare un elemento di spicco: della Kawa l'arma più efficace è l'armonia dei fattori, tutti perfettamente a punto e in sintonia l'uno con l'altro. Un'armonia entusiasmante, sia chiaro: non certo noiosa, vista la congenita reattività della ciclistica esaltata dal motore regolarissimo e ben trattabile, che ha tanta grinta a tutti i regimi quando spremi la manetta.

TERRENI DI CACCIA Nel casa-ufficio, la Z900RS è aiutata dalla notevole maneggevolezza e dal manubrio piuttosto stretto, che minimizza l'ingombro nel traffico. L'assetto è sostenuto, ma filtra decorosamente pavé e tombini per un comfort di buonissimo livello. La Kawa si fa esaltante sulle strade di collina, dove fa valere una bella precisione, una buona risposta del doppio disco anteriore da 267 mm e una notevole compostezza alle grandi aperture del gas.

BARICENTRO ALTO L'altezza della sella e del baricentro, va detto, richiedono un minimo di assuefazione prima di concedere la fiducia necessaria a piegare tanto, ma basta poco per superare l'empasse, nonostante la Z non sia e non voglia essere una supersportiva alla maniera moderna.

ELETTRONICA POCO INVADENTE Con lei viene voglia di fare tanta strada: non scenderesti mai di sella. Peccato che il bellissimo cupolino – perfetto dal punto di vista del design e delle proporzioni – sia un po' avaro di protezione. Semplice ed efficace l'elettronica: ci sono l'ABS e il controllo di trazione regolabile e disinseribile, ma niente mappature motore o altre regolazioni con cui mettersi a pasticciare, per un piacere di guida dal sapore ancora fortemente analogico. Consumi attorno ai 7,5 l/100 km, stando al computer di bordo: una media calcolata in una settimana di utilizzo tra percorsi urbani ed extraurbani.

PREZZO E ACCESSORI Disponibile in grigio antracite o Lime Green, la Z900 RS Cafè ha prezzi a partire da 12.290 euro. La gamma prevede anche una versione Performance, che aggiunge protezioni per serbatoio e motore e, soprattutto, un terminale Akrapovic dedicato: per un sound ancora più corposo e coinvolgente. Non manca, per la Kawasaki Z900RS Cafe, una linea dedicata di accessori che comprende manopole riscaldate, diversi tipi di maniglie per il passeggero e una sella ribassata. Clicca qui per vedere come se la cava la... Kawa nel video-confronto con i modelli rétro di Ducati e Moto Guzzi.

 

ABBIGLIAMENTO

CASCO PREMIER TROPHY BD TITANIUM Premier Trophy BD Titanium è un integrale rétro con calotta in composito, realizzata con fibre di Dyneema, carbonio e aramidiche stabilizzate in resina epossidica. Costruzione al top, quindi, con un peso contenuto: 1.220 grammi che al tatto sembrano ancora meno. Le grafiche di questa particolare versione sono particolarmente eccentriche e aggressive; le finiture quanto di più curato abbiamo mai visto nel campo dei caschi. Impeccabile è il trasparente che dà alla calotta una lucentezza straordinaria, curatissimi gli interni removibili e lavabili. La chiusura a doppio anello, poi, con gli anelli anodizzati in rosso è una vera chicca. Comodo alla calzata, con un'imbottitura non molto avvolgente, va detto, il Premier Trophy BD titanium ha un sistema di ventilazione davvero vintage: niente canalizzazioni né prese d'aria, ma solo una fettuccia di cuoio incollata sulla mentoniera che impedisce la chiusura completa della visiera. Semplice ed efficace, ma gli spifferi nei mesi invernali si fanno sentire. Fedele alla tradizione anche il blocco della visiera, che sfrutta sistema dei bottoni automatici a pressione.

GIACCA IXON MOTORS Un bel chiodo in pelle bovina, con inserti trapuntati su spalle e gomiti e fregi color bianco-crema. L'aspetto è vintage, la tecnologia no: dotato di imbottitura invernale completa estraibile (tiene caldo per davvero) ha due zip per la ventilazione sul petto, per l'utilizzo nella mezza stagione, e inserti elasticizzati sui fianchi. Non ingessa troppo alla guida, non sembra di aver addosso un'armatura medioevale e si può indossare comodamente anche quando la moto rimane in garage. Nella norma le protezioni, presenti su gomiti e spalle. Non mancano la tasca per il paraschiena e la connessione con zip per i pantaloni. Quattro le tasche (più due nell'imbottitura) di cui una impermeabile.

GUANTI HEVIK GARAGE Stile classico e calzata comodissima per questo guanto estivo-primaverile, che fa leva sull'estetica: non ha protezioni rigide ma solo rinforzi nei punti caldi. In compenso offre una sensibilità eccellente e una buona traspirabilità grazie ai fori di ventilazione sull'interno delle dita. La pelle, tra l'altro, permette di usare gli schermi tuch di smartphone e navigatori mentre la chiusura, sul polsino, è a strappo. Disponibile nelle taglie dalla S alla 3XL.

PANTALONI TUCANO URBANO GINS Hanno tasche per le protezioni su ginocchia e anca ma anche senza di esse fanno sentire protetti grazie al maggior spessore del tessuto in queste aree critiche. Eppure risultano comodi e non rigidi e le cuciture aggiuntive per le tasche di cui sopra non si sentono. E la sensazione di libertà non viene meno neppure con le protezioni. Sono fatti in denim di cotone con trattamento idrorepellente, non di meno non fanno sudare e anzi danno sempre una piacevole sensazione di traspirazione. Le bandelle ad alta visibilità? Ci sono ma non danno nell'occhio: una buona notizia per chi non ama indossare capi dal look troppo tecnico.

SCARPE TCX MOOD GTX Sneaker in pelle pieno fiore scamosciata, disponibili in nero o in marrone, le TCX Mood GTX hanno una membrana in GoreTex che migliora la traspirabilità e rinforzi su punta e malleoli. La calzata è comoda e le protezioni non limitano la mobilità del piede, consentendo un uso a 360°: per capirci, anche se sono nate per le due ruote, con le TCX Mood non avrete alcun problema anche a effettuare il punta-tacco in auto. Belle a vedersi e con un look da scarpa per tutti i giorni, hanno solo un peso leggermente superiore al normale: un ovvio scotto da pagare per la struttura rinforzata.


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