NON SOLO STILE Il dilemma è sempre lo stesso: le scrambler sono solo moto da metter in mostra davanti al bar? Secondo gli smanettoni incalliti la risposta è sì. La Svartpilen 701 di Husqvarna, però, ha argomenti sufficienti per far ricredere gli scettici con il suo DNA “Ready to Race” ben celato sotto un elegante abito da sfilata, rigorosamente nero come fa intendere il suo nome (in svedese Svartpilen vuol dire freccia nera… cercate su Google).

MOMA Fin dal primo sguardo, come mi era già successo per la sorella bianca più sportiveggiante, la Vitpilen 701, noto quanto sia ricercato il design di questa Scrambler molto “Stilish”. Le linee sono modernissime, degne di una sezione al MOMA, ma guardate con attenzione rievocano sapori delle moto che furono. Il faro è tondo come sulle Heritage ma modernizzato con tecnologia full LED, mentre il fianchetto simula le tabelle porta numero delle flat tracker a stelle e strisce. Anche la strumentazione circolare reinterpreta il vintage in chiave moderna. Il display LCD dalla forma circolare è ricco d’informazioni ma non sempre è ben leggibile. Tramite i tasti posti sulla cornice si può navigare tra le informazioni del display oltre che a disattivare il traction control.

Husqvarna Svartpilen 701: dettaglio fianchetto

BEN RIFINITA La Svartpilen 701 non è solo bella ma anche ben rifinita. Nulla è fuori posto, né un cavo lasciato in vista, né un connettore scoperto. Alcuni dettagli sono addirittura da encomio: mi ha colpito la cura con cui è cesellato il tappo del carburante ma anche il modo in cui è stato “incorniciato” il serbatoio del liquido di raffreddamento. A voler fare i pignoli i blocchetti sono molto semplici e stonano con la ricercatezza di tutto il resto. D’altronde da una monocilindrica che costa 10.350 euro ci si aspetta la perfezione.

ASSE DA STIRO Avete presente quelle bellissime sedie di design che si vedono nelle gallerie d’arte moderna? Belle eh!? Ma ispirano tutto tranne che comodità. Appena salito in sella alla Svartpilen ho avuto la stessa sensazione: la seduta è alta da terra (84 cm) e poco imbottita, decisamente poco adatta a trascorrere ore in sella. Il detto “chi bello vuol apparire un po’ deve soffrire” qui è d’obbligo.

Svartpilen 701 sella

FACILE FACILE Il resto però è ben studiato, il manubrio largo aiuta nelle manovre e le pedane sono posizionate nel punto giusto tanto per i Watussi, quanto per i Pigmei. La Svartpilen è facile come una biciclettina, merito del peso ridotto (solo 159 kg a secco) e della frizione idraulica morbida come il burro. Con queste caratteristiche è divertente persino sgusciare nel traffico dell’ora di punta.  

PLEIN AIR L’autostrada, invece, è il peggior luogo da frequentare in sella alla Svart 701. La posizione di guida con il busto eretto, la protezione dall’aria praticamente nulla e le vibrazioni del monocilindrico da 692 cc non sono affatto compagni di viaggio graditi. Il meglio, forse lo avrete già capito, arriva quando si affrontano le curve.

MADRE AUSTRIACA E non può essere altrimenti se la meccanica è firmata KTM, brand che ha fatto dello spirito Ready To Race un marchio di fabbrica. Il telaio è un tubolare in acciaio al cromo molibdeno ed è accoppiato a un comparto sospensioni composto da una forcella a steli rovesciati da 43 mm completamente regolabile che agisce in simbiosi con il mono ammortizzatore con leveraggio Pro lever, entrambi marchiati WP. L’impianto frenante, invece, è l’immancabile Brembo con disco singolo da 320 mm morso da una pinza ad attacco radiale comandata a sua volta da una pompa radiale all’anteriore, disco da 240 mm al posteriore. Vi ricorda qualcosa? Duke vi dice niente?

SCRAMBLER STYLE Per differenziarsi dalla cugina austriaca e dalla sorella Vitpilen 701, la ruota anteriore è da 18 pollici e rigorosamente leggermente tassellata come si addice alle moderne Scrambler. Per le gomme la scelta è ricaduta sulle Pirelli MT60, vero punto di riferimento della categoria. Il loro funzionamento si è rivelato davvero esemplare in ogni condizione, dall’asciutto al bagnato, senza disdegnare una piccola divagazione su strada bianca.

Svartpilen 701 in azione

SENZA PAURA Tornando al quesito iniziale, la risposta è no. La Svartpilen 701 non è solo una moto da bar. La prova l’ho avuta durante la classica uscita domenicale con gli amici di sempre. Due e quattro cilindri, in linea o boxer, il mono della Svart – capace di 75 cv (dunque depotenziabile per patente A2) – si è sempre rivelato all’altezza della situazione. Ai bassi regimi è recalcitrate come tutti i monocilindrici, ma appena superati i 2.000 giri/min la storia cambia, con una verve degna di un motore da competizione.

DIVORA CURVE La ciclistica non è affatto da meno. La taratura rigida delle sospensioni regala una precisione nell’ingresso curva quasi da sportiva, a patto che l’asfalto si liscio come un tavolo da biliardo. Il misto stretto è il suo pane: agile, svelta e con il brio giusto… attente super naked! Anche cambio e freni meritano ottimi voti, il primo è preciso negli innesti e aiutato dal quickshifter, i freni si sono mostrati sempre potenti e modulabili, seppur alla lunga accusino la fatica.

 

 

ABBIGLIAMENTO 


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