Autore:
Danilo Chissalè

ENTRO ANCH’IO, NO TU NO Le limitazioni agli accessi nei centri urbani delle grandi metropoli non sono certo una novità. Sull’altare delle emissioni sempre più veicoli vengono esiliati ai confini dei centri storici, a fare scalpore è la decisione degli esecutivi di Madrid e Barcellona di includere anche le due ruote nella “lista dei cattivi” a partire da venerdì 30 novembre 2018.

LA MOTIVAZIONE A partire da questa data le numerose ZTL delle due città iberiche si trasformeranno in un'unica area urbana interdetta ai veicoli inquinanti, moto e scooter inclusi. La limitazione è stata introdotta per arginare il problema del traffico e dell’inquinamento atmosferico.

COME ACCEDERE I residenti che vivono in questa zona saranno autorizzati a entrare ma dovranno parcheggiare solo nel loro quartiere, accesso permesso anche i non residenti i cui veicoli espongono etichette energetiche ZERO ed ECO. Le classi B o C potranno accedervi solo per recarsi in una zona di parcheggio, privata o pubblica. Per i motocicli queste etichette di classificazione sono definite come: Zero elettrico con un'autonomia di 40 km o superiore, ECO elettrico con autonomia inferiore a 40 km, C combustione interna Euro 3 o Euro 4 e B combustione interna Euro 2. Manco a dirlo Euro 0 e 1 non potranno nemmeno avvicinarsi mentre tutte le altre classi sopraelencate potranno accedere solamente dalle 7 alle 22. Chi non si atterrà alle leggi dovrà fare i conti con multe di 90 euro.

INGIUSTA La decisione non è stata ben metabolizzata dal AMM (Asociación Mutua Motera) che evidenzia come la mobilità elettrica sia ancora una parte infinitesimale del parco circolante, senza contare che il 37% delle moto immatricolate a Madrid sono Euro 0 e 1. Altro tasto dolente è la questione parcheggi: gli stalli per moto e scooter sono solo 6.500 contro quasi 450.000 motoveicoli.

LO DICE L’EUROPA Scettica è anche la Federation of European Motorcyclist Association che ritiene che le due ruote debbano essere inserite nella categoria della Mobilità Mista in quanto non contribuiscono a generare ingorghi, potendo agilmente divincolarsi nel traffico ed essendo facili da parcheggiare.

E L’ITALIA? Perché dare tanto risalto ad una normativa che non ci tocca da vicino? L’erba del vicino è sempre più verde e non ci stupiremmo se, dopo un’Area B che vieta l’accesso delle moto diesel (sì, avete letto bene) a Milano, qualche zelante burocrate presentasse una proposta simile al modello iberico. Ben vengano la Green Mobility, lo Scooter Sharing e le altre iniziative a favore dell’ambiente ma prima di farle diventare un obbligo sarebbe meglio accertarsi che le infrastrutture siano pronte a supportare tali divieti. Voi cosa ne pensate? Come reagireste ad un blocco simile a quello Spagnolo?


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