Autore:
M.A. Corniche
Pubblicato il 10/12/2015 ore 16:00

GAP FRENANTE Se la progettazione al computer ha cambiato radicalmente le auto in termini di sicurezza e di rigidità del telaio, nelle due ruote la differenza tra una moto di venti anni fa e una di oggi non è così evidente. Una grande moto di ieri è ancora una grande moto. Un gran telaio è ancora un gran telaio e anche una vecchietta è in grado di offrire ancora molto in termini di piacere di guida, spesso con più sapore di moto di oggi. Dove gli anni passati si fanno davvero sentire su una moto è quando alla cavalleria si devono tirare le briglie. Sui freni sì c’è un gap generazionale.

FAR LA DIFFERENZA Se non si può cambiare l’impianto frenante di una moto storica e nemmeno si possono aggiungere ABS e altra elettronica l'unica strada è ottenere il meglio da quanto è montato sulla nostra adorata vecchietta. E credetemi, basta poco per fare la differenza.

FLUIDO La prima attenzione va all’hardware, dischi e tamburi con annesse pastiglie e ganasce, che deve essere in perfetta forma fisica, non usurato o usurato male. Dischi rigati, tamburi ovalizzati, pastiglie e ganasce consumate vanno sostituiti immediatamente. Quando l’hardware è in ordine l’attenzione va al fluido freni che ha la cattiva abitudine di alterarsi facilmente e di perdere le sue caratteristiche. Va sostituito ogni anno, spurgando bene il circuito. Al massimo un paio di anni, esiste uno strumento apposito per verificare se il liquido, che è igroscopico ovvero amante dell’umidità, è ancora in forma o meno.

OCCHIO AL TUBO Se il fluido è importante anche le arterie in cui scorre lo sono altrettanto. I tubi vecchi hanno la tendenza a perdere la loro forma fisica, a gonfiarsi quando si ricorre ai freni e si mette in pressione il circuito e, dopo anni, possono anche fessurarsi e rompersi. Per esperienza consiglio di montare tubi nuovi, moderni, i cosiddetti freni aeronautici che sono tubazioni in una calza di acciaio che li rende indeformabili quando il circuito va in pressione.

FRENI DA AFRICA Ok, direte, ma la mia moto ha trent’anni dove trovo tubi freno moderni quando è anche difficile trovare il ricambio originale? No problem, i tubi si trovano su misura. La mia Honda Africa Twin 650, la mitica prima serie nei colori HRC che, in versione Marathon, ha affrontato la Paris-Dakar nel 1989, aveva un freno anteriore poco convincente. Leva spugnosa con corsa lunga e la sensazione che l’unico disco anteriore non venisse strizzato a dovere. Anche il disco posteriore mi sembrava un poco assopito. Era ora di cambiare i tubi freno.

DA MOTORQUALITY Per la mia Africa Twin mi sono rivolto a Motorquality, distributore dei tubi freno Allegri per seguire da vicino tutto il processo. I tubi Allegri sono tenuti in forma da una calza in acciaio crudo AISI 304, hanno l’anima interna in Teflon e il rivestimento esterno in Rilsan, pronti per essere ancora in perfetta forma anche per le mie prossime generazioni. Si possono scegliere colori differenti, raccordi in ottone o in ergal, si trovano kit già pronti o un completo catalogo di tubi e raccordi per costruire da zero una tubazione su misura. Ed è il caso della mia Africa Twin.

SCEGLI ANCHE IL COLORE Il primo esame è per il fluido. È vero, predico bene ma razzolo male, lo avevo sostituito appena acquistata l’Africa Twin, e ormai sono passati un po’ di anni. Il tester non lascia scampo, il liquido è andato. Ok, passiamo ai tubi, iniziamo a smontare il vecchio tubo che in realtà è composto da parti in gomma e da parti in metallo. Proviamo a sostituirlo integralmente con un nuovo tubo in un pezzo solo. Preparare un nuovo tubo con il sistema Global System di Allegri è come giocare con il Lego. Nel magazzino di Motorquality c’è un intero settore dedicato ai tubi Allegri con tubi di dimensioni e colori (sì, potete scegliere anche il colore) differenti e una miriade di cassettini con raccordi, curve e parti in metallo perché il nuovo tubo sia perfettamente compatibile con l’originale.

LO SPURGO Due misure, qualche prova e il nuovo insieme di tubo e raccordi avvitati e bloccati in posizione da una goccia di frenafiletti è pronto. Stessa procedura per il freno posteriore. Montarli poi è facile e potete farlo anche da soli. Vi serve soltanto un amico che vi aiuti per lo spurgo: quando tutti i raccordi sono collegati e ben serrati si inizia a riempire la vaschetta di nuovo fluido, si pompa con la leva (o il pedale) e si crea pressione nel circuito. Sulla pinza freno si collega un tubetto allo sfiato e, quando l’amico ha messo in pressione il circuito, si apre la valvolina di sfiato. E si continua l’operazione fino a quando tutto il fluido è stato sostituito e la leva ha una consistenza convincente. Se volete fare in fretta potete procurarvi un strumento da collegare allo sfiato e aspirare il fluido.

TERAPIA GIUSTA Come per l’R 80 G/S anche per la Africa Twin la terapia ha funzionato. Sembra che abbia nuovi freni, i dischi riescono a dare tutto quanto è nelle loro possibilità, doso meglio la frenata e sono più preciso. E ho tanto freno in più. Così posso gustarmi il piacere di guidare la mia Africa Twin più serenamente. Non è una operazione costosa, il ricambio può costare intorno ai 60/70 euro per un kit con monodisco anteriore e disco posteriore, fino a 100/120 euro se avete due dischi anteriori e magari scegliete i raccordi in ergal. Soldi ben spesi, dopo è davvero un’altra moto.


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