Pubblicato il 20/04/20

FASE 2 Dopo tamponi e autocertificazione, la notorietà tocca a “Fase 2”. Tutti ne parlano, tutti la vogliono, tutti reputano che con lei si riscriveranno le sorti del paese. Legittimo, sacrosanto, fondamentale, peccato che su di lei si sappia ancora poco, e quel poco scontenti molti (come diceva la Sora Lella: “Annamo bene!”). A volere un passaggio rapido verso la Fase 2 è anche Confindustria ANCMA, che attraverso le parole del suo presidente Paolo Magri lancia un secondo appello al premier Giuseppe Conte e Vittorio Colao, il manager che guida la task force per la ripartenza.

COLLASSO Nel comunicato si avverte tutta la preoccupazione del presidente verso un settore che rischia il collasso: “Il nostro sistema industriale e la rete di distribuzione e vendita stanno subendo un danno economico molto rilevante, la tenuta è a rischio. A differenza di altri, quello delle due ruote concentra infatti la gran parte delle vendite nel periodo tra aprile e luglio. Solo nel mese di marzo, con la chiusura dei concessionari, abbiamo subito una contrazione del 66% rispetto all’anno precedente e le previsioni su maggio sono molto negative: proprio per le caratteristiche del nostro mercato difficilmente potremmo recuperare una parte di questi volumi se si protrarranno le chiusure”. A subire un brutto colpo sono anche l’export e le aziende che producono accessori e abbigliamento, anch’esse eccellenze del Made in Italy.ANCMA: moto, scooter e bici i mezzi anti contagio

RETE VENDITA La maggior preoccupazione di ANCMA è rivolta proprio alla rete di concessionari che stanno vivendo momenti di grossa difficoltà, nonostante le officine siano rimaste aperte per garantire l’assistenza necessaria in caso di emergenza. Tramite forme alternative di vendita, però, si potrebbe ripartire; “un tessuto commerciale costituito da circa 5000 negozi, piccole realtà imprenditoriali talvolta a conduzione familiare, che in questo momento con l’adozione, ad esempio, di misure di vendita alternative potrebbero in qualche misura tornare a respirare e favorire la diffusione di bici e moto”.anche la bicicletta non è esente da rischi

RIPRESA CONSAPEVOLE L’appello di Magri, ovviamente, tiene conto della delicatezza della situazione e sa che la ripresa delle attività dovrà passare obbligatoriamente dalla tutela della salute: “I nostri associati sono pronti a riprendere già oggi e a farlo con responsabilità, adottando in modo rigoroso i protocolli sanitari condivisi con le parti sociali, nell’interesse dei lavoratori e della tutela di un mercato contraddistinto da una forte stagionalità”.

DUE RUOTE E MOBILITÀ RIPARTENZA In passato abbiamo criticato l’incentivo all’utilizzo delle due ruote pubblicizzato da ANCMA, la situazione del sistema sanitario era al collasso e le due ruote rappresentano di certo uno dei mezzi di trasporto più pericolosi. Ora però ci sentiamo di schierarci a favore delle due ruote come mezzo di ripartenza, proprio come dice Magri: Le due ruote, siano esse a pedale, a motore o a trazione elettrica – ha concluso Magri – giocheranno infatti un ruolo importantissimo nella mobilità individuale della ripartenza, soprattutto nei contesti urbani, dove possono assicurare in maniera esclusiva il distanziamento sociale, la velocità negli spostamenti e una maggiore sostenibilità ambientale”.

 


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