Pubblicato il 24/04/20

SI RIPARTE! Lo scorso 26 marzo MV Agusta ha dovuto interrompere momentaneamente la produzione, adeguandosi alle restrizioni imposte dal DCPM del Presidente del Consiglio dei Ministri. Adesso invece la Casa di Schiranna è pronta a ripartire in vista della “Fase 2” del prossimo 4 maggio. Il periodo di stop ha permesso di effettuare una sanificazione degli spazi e di affinare ulteriormente i processi di lavoro. Chi lavora nell’area amministrativa e commerciale continuerà a operare in smartworking, il magazzino ricambi garantirà supporto ai clienti di tutto il mondo, mentre MV Agusta è pronta a riprendere la produzione a pieno regime. Per chi entrerà nella sede di Schiranna è previsto il controllo della temperatura all’ingresso e la fornitura di dispositivi di protezione individuali (guanti e mascherine). Inoltre, verranno ottimizzate le linee produttive e gli spazi di lavoro per garantire il corretto distanziamento.

Linea di produzione MV Agusta

TEMPO DI AGIRE Il programma aziendale di MV Agusta è quello di portare nei prossimi anni la produzione da 5.000 unità l’anno ad oltre 25.000 grazie ad ingenti investimenti in produzione ed R&D, oltre che al lancio di nuovi modelli e all’espansione della rete di concessionari nel mondo. “Questo non è il momento per essere timidi” dichiara Timur Sardarov, CEO di MV Agusta. “dobbiamo abbracciare il cambiamento e concentrare tutte le forze nel costruire un nuovo futuro per il nostro settore e per questo territorio, mantenendo, e addirittura incrementando, i livelli occupazionali. Se è vero che dovremo fare i conti con una realtà completamente mutata in ogni aspetto della nostra società, non dobbiamo avere paura di credere nel nostro potenziale. Siamo pronti a raccogliere la sfida. Stiamo già facendo gli investimenti necessari per entrare in nuovi mercati e conquistare nuovi segmenti, come stabilito dal nostro piano strategico. Il posizionamento di altissima gamma della nostra produzione tradizionale probabilmente risentirà meno della crisi rispetto ad altri settori, più ampi, meno stabili e meno flessibili. Le moto rappresentano inoltre per definizione la quintessenza della mobilità individuale. Sono simbolo di libertà ed una naturale, agile alternativa al trasporto di massa. Un aspetto da non sottovalutare in questi tempi difficili”.


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