Pubblicato il 28/04/20

SCALA 1:2 Arriva direttamente dal genio giappone la Kawasaki h2 125, una riproduzione quasi in scala (sia per dimensioni, sia per cilindrata) della mitica Kawasaki H2R, la sportiva sovralimentata della Casa di Akashi. La riproduzione è fedele in molti dettagli ma, ovviamente, non mancano le differenze… scopriamo quali sono.le due H2 a confronto

CARENE OK L’idea è del concessionario giapponese Pleasure MC Kawasaki, che è partito dalla naked Z125 Pro, non la stessa naked che conosciamo in Italia, bensì una pit-bike con ruote da 12 pollici dalle dimensioni compatte. A primo impatto il lavoro sembra davvero ben riuscito, specialmente nella riproduzione della complessa carenatura che caratterizza la H2 (con la maiuscola, quella vera per capirci). Per la sua realizzazione il concessionario ha fatto ampio uso della vetroresina, inutilizzabile per ricreare specchietti e semi-manubri, che sono quelli originali della sportiva da oltre 300 CV. A livello estetico le uniche storture sono il compressore posticcio e l’enorme terminale di scarico, anch’esso puramente con funzione estetica.

Kawasaki h2 125 cc: il frontale

MECCANICA DIVERSA (MA DAI!?) E sotto le carene? Forse vi sorprenderà (o forse no…) non trovare il quattro cilindri in linea con compressore centrifugo della H2, al suo posto è rimasto il monocilindrico 125 raffreddato ad aria di 125 cc, capace di circa 10 CV. Resta invariata anche la ciclistica, con una forcella da 30 mm a steli rovesciati, monoammortizzatore regolabile nel precarico e freni a disco da 200 mm.

SALTO DI PREZZO Sulla Z 125 Pro a crescere non sono solo le carene ma anche il prezzo sul cartellino. Il kit (con moto inclusa nel prezzo) costa 10.700 euro (1.250.000 yen, tasse escluse), ben più dei 3.300 circa della Z 125 Pro in configurazione originale. Costa un terzo di una Kawasaki H2 vera, diciamo che le ristrettezze del Coronavirus potrebbero essere una valida scusa per giustificarne l'acquisto, il classico vorrei ma non posso...


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