Ad Akashi hanno brevettato un mozzo sterzante anteriore abbinato a un forcellone monobraccio. In arrivo una nuova Bimota?
TESI E ANTITESI Tra le novità più eclatanti dello scorso Eicma abbiamo assistito a un incredibile sodalizio: quello tra Kawasaki e Bimota, che ha dato vita alla Tesi H2 che ha, di fatto, introdotto il sistema di sterzo posto sul mozzo ruota anteriore su una Verdona di Akashi. Dopo circa quattro mesi da quell'annuncio è calato il silenzio, ma nei giorni scorsi Kawasaki ha depositato dei nuovi brevetti relativi a un nuovo sistema di sterzo che richiama quello della Tesi.

''MONO'' IS BETTER THAN ''BI'' Il sistema presente su questi brevetti depositati dalla Casa di Akashi è un mozzo sterzante abbinato a forcellone monobraccio anteriore, non doppio come quello visto sulla Tesi H2. Un sistema di questo tipo porterebbe due vantaggi principali: meno peso e un costo di produzione più contenuto. La presenza di un solo braccio anziché due alleggerirà l’anteriore, ma questo non si traduce in un peso dimezzato. Inoltre, la presenza di un monobraccio sembra essere più facile da assemblare sulla linea di montaggio: tendiamo a non escludere che questa architettura verrà utilizzata su diversi modelli in futuro.

GIÙ I COSTI Un’altra particolarità di questo brevetto Kawasaki è la sospensione montata nella zona anteriore, una soluzione decisamente più semplice e potenzialmente economica rispetto al complicato sistema della Tesi H2, in cui l’ammortizzatore era posto vicino al forcellone posteriore. Il vantaggio del sistema utilizzato sulla Bimota è quello di centralizzare le masse, ma il complicato gioco di leveraggi si rivelerebbe decisamente troppo costoso per un eventuale utilizzo su altre moto di serie.
Nato a Milano nel 1995, Giorgio cresce e vive a due passi dall’Autodromo di Monza, dove l’amore per i motori e il motorsport non potevano che decollare. Dopo gli studi in Scienze Bancarie in Cattolica e un'esperienza come collaboratore assicurativo cambia vita, dedicandosi anima e corpo alle due come alle quattro ruote. E dopo diversi anni tra le riviste di auto e moto più autorevoli in circolazione, a inizio 2020 arriva a MotorBox. Ha un debole per tutto quello che è british: dalla sua Triumph al suo amatissimo Bulldog, fino al suo (discutibile) humour.







