Autore:
Giorgio Sala
Pubblicato il 18/03/2020 ore 11:55

TESI E ANTITESI Tra le novità più eclatanti dello scorso Eicma abbiamo assistito a un incredibile sodalizio: quello tra Kawasaki e Bimota, che ha dato vita alla Tesi H2 che ha, di fatto, introdotto il sistema di sterzo posto sul mozzo ruota anteriore su una Verdona di Akashi. Dopo circa quattro mesi da quell'annuncio è calato il silenzio, ma nei giorni scorsi Kawasaki ha depositato dei nuovi brevetti relativi a un nuovo sistema di sterzo che richiama quello della Tesi.

Il mozzo anteriore sterzante brevettato da Kawasaki

''MONO'' IS BETTER THAN ''BI'' Il sistema presente su questi brevetti depositati dalla Casa di Akashi è un mozzo sterzante abbinato a forcellone monobraccio anteriore, non doppio come quello visto sulla Tesi H2. Un sistema di questo tipo porterebbe due vantaggi principali: meno peso e un costo di produzione più contenuto. La presenza di un solo braccio anziché due alleggerirà l’anteriore, ma questo non si traduce in un peso dimezzato. Inoltre, la presenza di un monobraccio sembra essere più facile da assemblare sulla linea di montaggio: tendiamo a non escludere che questa architettura verrà utilizzata su diversi modelli in futuro.

Il forcellone monobraccio anteriore del brevetto di Kawasaki

GIÙ I COSTI Un’altra particolarità di questo brevetto Kawasaki è la sospensione montata nella zona anteriore, una soluzione decisamente più semplice e potenzialmente economica rispetto al complicato sistema della Tesi H2, in cui l’ammortizzatore era posto vicino al forcellone posteriore. Il vantaggio del sistema utilizzato sulla Bimota è quello di centralizzare le masse, ma il complicato gioco di leveraggi si rivelerebbe decisamente troppo costoso per un eventuale utilizzo su altre moto di serie. 


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