Autore:
Giorgio Sala
Pubblicato il 31/01/2020 ore 11:05

INSOLVENTE VERSO LO STATO Il destino di Norton Motorcycles sembra ormai segnato. La storica azienda di Birmingham è stata posta sotto amministrazione controllata dopo che, a inizio gennaio, è stata portata alla Corte di Londra: la compagnia risultava insolvente nei confronti dell’erario. Più precisamente, la HMRC (l’equivalente britannico di Equitalia) ha richiesto il pagamento di oltre 300.000 sterline di tasse non versate alle casse dello Stato inglese, dichiarando la Casa “insolvente”. La Corte ha così deciso di mettere in amministrazione controllata l’azienda, così da trovare un modo per garantirne l’operatività.

L'INVESTITORE ''FANTASMA'' Lo scorso novembre Norton aveva iniziato un aumento di capitale per garantire l’operatività dell’azienda, ma la presenza di un solo importante investitore – che ha poi ritrattato l’offerta – ha spinto la Casa a cercare soluzioni alternative per affrontare la situazione. Il proprietario Stuart Garner, a inizio mese, aveva confermato di essere in trattativa con la HMRC per risolvere la questione relativa alle tasse non versate, sostenendo che gran parte del denaro dovuto era ampiamente coperto da sgravi fiscali che la Casa doveva ricevere per la ricerca e lo sviluppo. Nonostante il management avesse dichiarato di essere in trattativa con questo investitore straniero, è arrivata la conferma che la banca commerciale Metro Bank abbia incaricato la società di contabilità BDO come amministratori dell’azienda. Il loro compito sarà quello di risanare i conti ed evitare di lasciare a casa i 100 dipendendi di Norton.

La Norton Atlas Ranger presentata nel 2018

LA STORIA SI RIPETE Non è la prima volta che Norton Motorcycles rischia di chiudere i battenti, anzi, gli anni recenti sono stati decisamente i più critici: nel 2008 Stuart Garner comprò l’azienda dall’americano Kenny Dreer, ma appena quattro anni dopo arrivarono le prime difficoltà relative alla gestione dei flussi di cassa. Gli investimenti relativi alle V4 SS e V4 RR si sono rivelati piuttosto onerosi per un’azienda che voleva partire da zero (chassis, motore ed elettronica) per creare due superbike da oltre 200 CV. Tutti i duecento esemplari della limited edition V4 SS sono stati venduti a 44.000 sterline l’uno, spingendo chi non è riuscito ad accaparrarsene una a scegliere per la “più economica” V4 RR (a 28.000 sterline). Tuttavia, i soldi per avviare la catena di montaggio a Donington Hall e comprare i pezzi di ricambio non c’erano. Più che con la Superlight SS, il rilancio definitivo di Norton sarebbe dovuto arrivare con la Atlas, un modello dal basso costo di produzione che avrebbe portato consistenti flussi di cassa. Nonostante i primi modelli pre serie sembrassero molto promettenti, l’area di oltre 1.000 metri quadri destinata alla produzione non è mai stata avviata. Dopo 122 anni di storia, lo storico Produttore di moto è molto vicino a chiudere i battenti in definitivamente La prossima udienza è programmata per metà febbraio, ed è forse l’ultima possibilità che ha la Casa per continuare la sua storia.  

 


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