Autore:
Giorgio Sala
Pubblicato il 25/03/2020 ore 16:15

DAL PC ALL'OFFICINA Il buio e il freddo dell’inverno non sono le migliori condizioni per girare in moto, ma lo sono per dare libero sfogo alla propria fantasia e dar vita a nuove idee. È quello che hanno fatto Swen Naber, designer, e Michael Naumann, specialista nel ''plasmare'' le lamine di metallo in vere e proprie opere d’arte: i due si sono chiusi nella loro officina nei pressi di Hannover, nel nord della Germania, e hanno pensato di usare il motore della Indian Chief come base di partenza per una splendida cafè racer. Da un semplice disegno su Auto CAD, i due sono arrivati a ''sfornare'' la Chief Racer.

COMPRALA E... SMONTALA! Per dare vita a questa special, Swen e Michael hanno comprato la turistica Indian Chief che, successivamente, è stata misurata, analizzata e letteralmente smantellata. L’impianto elettrico della moto di serie è stato ridotto al minimo, visto che le moto moderne dispongono di numerosi sensori e predisposizioni che rendono più facile l’installazione di accessori e optional previsti dalla casa. A giovarne è il peso e la semplicità del veicolo, che però mantiene alcune funzioni accessorie come le manopole riscaldabili, cruise control e sensori per il traction control. Il motore non è stato toccato, le uniche modifiche sotto questo aspetto riguardano il filtro dell’aria e il doppio scarico aperto sulla destra.

Vista 3/4 posteriore destra della special Chief Racer, la cafè racer su base Indan Chief

GO BIG OR GO HOME Il telaio è stato creato ad hoc per ospitare il 111 Thunder Stroke, il motore della Indian Chief, il cui “scheletro” però non è stato disdegnato: infatti questa special ha una sezione anteriore praticamente identica a quella della Chief, mentre il motore è accolto da una doppia culla in acciaio. Il risultato è un look retrò che si rifà al telaio “Featherbed” della Norton Manx degli anni ’60, da molti considerata come la fonte d’ispirazione per le prime cafè racer. Il cuore pulsante della Chief Racer è già di per sé una caratteristica esclusiva: solitamente, nel mondo custom, si preferiscono altri “big twin'' come per esempio S&S, RevTech e il Milwaukee Eight di Harley-Davidson.

DIETA INTENSA Dopo aver limato circa 112 kg rispetto alla moto di serie, la Chief Racer ha raggiunto quota 296 kg: un risultato strepitoso, visto che in questo modo si riescono a valorizzare ulteriormente i 75 CV e 163 Nm del motore 111 Thunder Stroke. Sono stati mantenuti il forcellone la forcella e l’impianto frenante della Chief originale, mentre le sospensioni posteriori sono prelevate dalla Indian Scout. Come una Cafè Racer che si rispetti, il manubrio è stato rimpiazzato da uno dal disegno “M-Type” su cui sono montati i blocchetti della Chief originale. Il fanale anteriore, così come le pedane, arrivano da una BMW.

TUTTA MUSCOLI Quello che riguarda l’estetica della Chief Racer è stato creato a mano, a partire dal serbatoio che, attraverso un raccordo di pelle color cuoio, si raccorda con la sella monoposto e la coda bombata. A contrastare il color alluminio satinato ci pensano le cromature del carter motore, dei cerchi a raggi e della forcella anteriore a steli tradizionali. Uno dei suoi creatori ha avuto modo di provarla su strada, affermando che “si guida come una Buell”, anche se in questo caso le performance offerte dal motore sono decisamente superiori rispetto alle creazioni di Eric Buell. Questo prototipo è attualmente in fase di collaudo, dopodichè la Cafè Racer su base Chief sarà pronta a dominare la strada!


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