Pubblicato il 25/05/20

ALTRI TEMPI Il fascino del fuoristrada non ha eguali, soprattutto se si parla di rally africani. L'attuale Dakar non si tiene più nel continente nero da diversi anni, e oltre a ciò va considerato che i rally moderni sono completamente diversi rispetto alle primissime edizioni. Parliamo degli anni '80, quando partecipare a queste competizioni era visto come ''una follia''. E il primissimo italiano a prendervi parte fu Beppe Gualini, attualmente insegnante alla DRE Enduro di Ducati

AVVENTURA Il ''Gualo'', di rally africani, ne ha corsi ben 65. Quando racconta delle prime edizioni, spiega come non c'era praticamente differenza tra i piloti ufficiali e quelli privati: tutti dovevano aspettare la carovana, anche nel cuore della notte. Per questo c'era una ''legge non scritta di aiuto reciproco'', quasi come una fratellanza. Oltre ai bellissimi racconti della Dakar in sella alla Ducati Cagiva Elefant 750, Gualini - nel video che trovate qui sopra - parla anche delle tecniche di navigazione: come leggere il roadbook ma soprattutto come scriverlo, perchè è da questo che si può fare la differenza tra vittoria o arrivare secondi. 


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