ALTRI TEMPI Il fascino del fuoristrada non ha eguali, soprattutto se si parla di rally africani. L'attuale Dakar non si tiene più nel continente nero da diversi anni, e oltre a ciò va considerato che i rally moderni sono completamente diversi rispetto alle primissime edizioni. Parliamo degli anni '80, quando partecipare a queste competizioni era visto come ''una follia''. E il primissimo italiano a prendervi parte fu Beppe Gualini, attualmente insegnante alla DRE Enduro di Ducati.
AVVENTURA Il ''Gualo'', di rally africani, ne ha corsi ben 65. Quando racconta delle prime edizioni, spiega come non c'era praticamente differenza tra i piloti ufficiali e quelli privati: tutti dovevano aspettare la carovana, anche nel cuore della notte. Per questo c'era una ''legge non scritta di aiuto reciproco'', quasi come una fratellanza. Oltre ai bellissimi racconti della Dakar in sella alla Ducati Cagiva Elefant 750, Gualini - nel video che trovate qui sopra - parla anche delle tecniche di navigazione: come leggere il roadbook ma soprattutto come scriverlo, perchè è da questo che si può fare la differenza tra vittoria o arrivare secondi.
Nato a Milano nel 1995, Giorgio cresce e vive a due passi dall’Autodromo di Monza, dove l’amore per i motori e il motorsport non potevano che decollare. Dopo gli studi in Scienze Bancarie in Cattolica e un'esperienza come collaboratore assicurativo cambia vita, dedicandosi anima e corpo alle due come alle quattro ruote. E dopo diversi anni tra le riviste di auto e moto più autorevoli in circolazione, a inizio 2020 arriva a MotorBox. Ha un debole per tutto quello che è british: dalla sua Triumph al suo amatissimo Bulldog, fino al suo (discutibile) humour.





