CICLISTI COL CASCO Il National Transportation Safety Board americano (NTSB) non è come la Commissione Europea: non ha l'autorità di imporre regole, ma solo di fornire raccomandazioni. Nondimeno il suo parere ha un grande peso negli USA e l'ultima raccomandazione espressa è che a tutti i ciclisti andrebbe imposto l'obbligo di indossare il casco.

DAGLI USA ALL'ITALIA In Europa, già molti Paesi prevedono quest'obbligo, ma solo per i bambini. In Italia, il nuovo Codice della Strada avrebbe dovuto introdurre una normativa similare, ma alla fine quello specifico argomento era stato stralciato dal testo. Ci ha pensato il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) a presentare, già lo scorso settembre, un disegno di legge per reintrodurre l'obbligo del casco: questa volta anche per gli adulti.

AUTO CONTRO BICI Come si capisce, per quanto riguarda l'Italia, la partita è ancora aperta, ma se negli USA l'indirizzo del casco obbligatorio in bici diventasse legge, le istanze già espresse nel Belpaese potrebbero guadagnare forza. L'osservazione del National Transportation Safety Board nasce dalle statistiche degli incidenti tra auto e biciclette, secondo cui la maggior parte delle fatalità sarebbe causata dalla distrazione degli automobilisti in sorpasso.

Bici negli USA

LE MISURE NECESSARIE Da un lato, quindi, si punta a ridurre il numero degli incidenti tout court. La prima cosa da fare è modificare le infrastrutture – attraverso piste ciclabili, magari protette da barriere – e rendere i ciclisti più facili da individuare: sia migliorandone la visibilità pura e semplice sia attraverso l'adozione di tecnologie ad hoc. L'altro lato della medaglia è ridurre la gravità delle conseguenze in caso di impatto adottando il casco obbligatorio, appunto.

L'ESPERIENZA DI NEW YORK Sulla stessa linea si era espresso, pochi mesi fa, il sindaco di New York Bill de Blasio, la cui giunta ha stanziato 58 milioni di dollari per attuare un piano secondo le suddette linee guida. Uno sforzo infrastrutturale che è passato in secondo piano rispetto alle polemiche sorte per l'obbligo del casco: sollevate dalle compagnie di bike sharing per timore che la nuova costrizione potesse allontanare i clienti dal servizio.

OLTRE IL CASCO, LA PATENTE D'altra parte gli stessi ciclisti sono chiamati in causa per la disattenzione – per così dire – nei confronti delle regole della circolazione. Velocipedi contromano, che passano con il rosso o che si immettono nella circolazione senza alcun rispetto delle precedenze sono un fenomeno ben noto. Un'altra misura spesso invocata per ridurre incidenti e fatalità è quindi imporre ai ciclisti il conseguimento di un patentino. In tanti, poi, auspicano una maggiore severità delle forze dell'ordine nei loro confronti. Voi che ne pensate?


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