Autore:
Marco Congiu

CI VUOLE PAZIENZA Il primo impatto di molti ragazzi della mia generazione con il favoloso mondo delle automobili è avvenuto con lui: Gran Turismo. L'esclusiva di Play Station ha saputo conquistarsi i favori del pubblico e della critica con titoli oramai entrati nella leggenda. Con l'arrivo di Play Station 4 e con il mondo tecnologico in costante miglioramento, la folta schiera di appassionati si attendeva qualcosa di speciale con Gran Turismo Sport. E in effetti qualcosa di speciale c'è stato. Ma andiamo con ordine.

CONNESSIONE E SPAZIO Il fatto che, al day one, sia stato costretto ad installare diversi Giga di aggiornamento di un gioco che attendevo da ormai un anno, si è rivelato un mezzo colpo al cuore. Pazienza. Devo essere sincero: al lancio, l'offerta offline risultava alquanto castrata dall'impossibilità di progredire con la classica e pluripremiata carriera che Gran Turismo ha sempre offerto ai videogiocatori. Acquistare Gran Turismo Sport senza sapere che il focus principale del videogame sarebbe stato il passaggio dalla modalità offline alla modalità online per sfidare piloti virtuali di tutto il mondo, non è una scusa accettabile.

FOTOREALISMO Gran Turismo Sport punta a sorprendere su uno dei comparti grafici migliori dell'attuale generazione videoludica. Giocare su una TV 4K aumenta sensibilmente la sensazione di immersione totale nell'abitacolo della nostra auto, mentre i comandi sono facili e intuitivi. Il parco macchine – diciamocelo in tutta sincerità – abbastanza risicato ci regala comunque qualche gioia, anche se ci si aspettava qualcosa all'altezza dell'heritage della serie. Sono lontani i tempi di Gran Turismo 4, da questo punto di vista.

DIVERTENTE Giocare a Gran Turismo Sport con il dualshok non rappresenta il massimo del realismo sotto il profilo dinamico. Anche in questa configurazione – che per inciso rappresenta quella che la quasi totalità degli utenti farà – il titolo si presenta valido. Certo, controllare alla perfezione una sbandata o un sovrasterzo non sarà immediato come con un volante, ma dopo poco ci si prende la mano. Utilizzando vetture di classi diverse si apprezza l'intelligenza della fisica, che ne modifica il comportamento in base al peso dell'auto, alla potenza, alla downforce aerodinamica e alla velocità che si raggiunge in curva, oltre alla tipologia delle gomme utilizzate.

ONLINE E PENALITÁ Accedere alla competizione online con altri giocatori dopo qualche tempo, lo ammetto, è stata una bella emozione. Per rendere il più possibile omogenea e godibile la sfida da tutti i partecipanti, si dividono i piloti in base alla correttezza di guida e al tempo fatto registrare durante le prove libere. Avere la possibilità di confrontarsi con avversari di pari livello, aumenta di molto la sfida, e questo è un bel plus di Gran Turismo Sport. Quello che invece ho fatto fatica a digerire è la meccanica dei contatti e delle penalità, con queste ultime esageratamente eccessive quando ci si trova in bagarre o quando, peggio ancora, si viene mandati per campi da altri avversari, trovandosi costretti a tagliare porzioni di pista.

LO COMPREREI? Gran Turismo Sport rappresenta una chiave di volta all'interno della saga di Polyphony:lanciare un gioco in cui sia così forte la componente online è certamente un azzardo che potrebbe decretarne il successo o il fallimento. Personalmente, l'idea di aver messo le mani su un titolo ancora in fase di costruzione dal primo momento in cui ho avuto la possibilità di giocarci, sinceramente mi è rimasta. Leggere, dopo qualche settimana dall'uscita sugli scaffali, dell'inserimento della campagna offline canonica non ha fatto altro che confermare la mia teoria. Gran Turismo Sport è senza ombra di dubbio un bel gioco, riuscito sotto il comparto tecnico, ma che ha ancora qualcosa da dare e da costruire su altri versanti. Rappresenta una scommessa per la casa giapponese: al momento, però, non si può dire se sia stata vinta o meno.  


TAGS: videogames gran turismo sport gran turismo sport ps4