Autore:
Alessandro Codognesi

MOTOCICLISTI, BRUTTA GENTE Chi sono e come vivono i motociclisti? Ce n'è di tutti i tipi e generi, chi naviga nel mondo delle moto non se ne rende più conto ma visti da fuori a volte siamo (mi ci metto dentro anch’io) dei begli invasati, per un motivo o per l’altro. Ecco una lista di 10 stereotipi che, nel dubbio, è meglio evitare di incontrare.

1 IL VELOCISTA Le sue storie partono sempre dai 240 km/h in su. Non c’è niente da fare: qualunque aneddoto voi abbiate da raccontare, anche la più assurda storia, lui l’ha già vissuta ma almeno al doppio della velocità. Roba tipo Milano-Bergamo in meno di 7 minuti, manco fosse la Nordschleife, è la norma nei suoi coloriti racconti. Se per caso vi capita di farci un giro in moto assieme, però, vi renderete presto conto che oltre a scatenare i quasi 200 cv alla ruota della sua SBK replica sul dritto (che spesso non ha mai visto l’ombra di un cordolo), non sa fare molto altro. Consiglio per le donne, fate attenzione: solitamente, le dimensioni dei suoi racconti sono inversamente proporzionali alla dotazione (non della moto).

2 IL TIMIDO Il Timido è una delle categorie più pericolose. Silenzioso, un po’ pallido e vagamente gobbo, ha l’aria dell’ex secchione con gli occhiali spessi, quello che alle superiori si prendeva i coppini rimanendo a testa bassa. Non bastasse questo, la sua moto è completamente originale e di un colore smunto. Insomma, non ha certo l’aria di uno che ci dà di gas. Ma come vuole il più popolare dei proverbi, le apparenze non hanno mai ingannato come in questo caso: provare a stargli dietro in strada significa rischiare patente/vita/qualunquecosa e tra i cordoli è un killer. Dopo un turno a Misano, voi uscite sudati con l’asma manco foste il Baffo ai tempi d’oro delle televendite, riuscendo a strappare un ’50 alto. Lui arriva ai box con comodo, si toglie il casco, sorriso innocuo come quello di un bimbo, nemmeno una goccia di sudore. “Beh ora ho provato a spingere, dai…” dice lui. 1.43 dice il suo transponder.

3 IL TALEBANO Questo genere di motociclista più che pericoloso, rischia di farvi venire la gastrite per il nervoso che vi provocherà dopo soli due minuti di conversazione. Anche perché in realtà, con lui, non si ha una conversazione: è un monologo su quanto la sua moto (e di conseguenza tutte le moto di quel Marchio) sia superiore alle altre, in qualunque circostanza. In realtà, è talmente autocompiaciuto che per lui cavalcare la propria moto è meglio che andare a letto con tre "prototipi" svedesi. Non importa se poi guida come uno stoccafisso impanato, tanto la sua moto regala emozioni anche da ferma. Come dite, di solito ha una moto Rossa?... Consiglio per le donne, fate attenzione: durante un rapporto, non stupitevi se interrompe tutto per correre in garage e controllare se non gli hanno rubato la sua vera compagna.

4 L' EX SCOOTERISTA La moto gliel’hanno passata per sbaglio, fosse per lui l’SH 125 era più che sufficiente. Ma tant’è, il prozio del cugino di secondo grado da parte di nonno materno con l’eredità gli ha lasciato anche una R1 del ’98 a carburatori. Che, per vostra sfiga, ha deciso di imparare a guidare facendo un giretto in moto in vostra compagnia. Abbigliamento tecnico? Un casco jet senza visiera ma con occhiale Ray-Ban, magliettina di Abercrombie&Fitch per l’aperitivo, mocassino in tinta con il jeans scolorito. Più pericoloso di Freddy Krueger in un asilo nido, occhio a dove punta la moto quando sta per accenderla.

5 IL FANGOSO Ogni giro in moto con lui diventa sporco, nel senso più letterale possibile: endurista fino al midollo, fa sempre paragoni tra i motociclisti da strada e i pizzaioli (così chiamano gli stradaioli i fuoristradaioli), ma nessuno ha ancora capito bene perché. Evitate un giro in moto con lui: per sentirsi a casa (ma anche per farvi vedere il suo controllo del mezzo in condizioni impossibili) vi porterà in una cava con la sua nuova naked a quattro cilindri, tentando una scrubbata alla James Stewart sul primo panettone che trova. Il deodorante? Roba per sfigati infighettati. Se provate a raccontargli di un momento goliardico trascorso sulla vostra moto da strada, vi interromperà con una fragorosa risata, rimproverandovi: “Lascia stare, se non hai mai provato il fuoristrada non sei nessuno per me”. Consiglio per le donne, fate attenzione: le mutande non le cambia tra un fettuciato e l’altro, figuriamoci nell'intimità...

6 IL CAPPELLAIO MATTO Non fai in tempo ad accendere la moto per il giretto domenicale che lui è già su una ruota in piedi sulle pedane. E mentre fa tutto ciò, ti fissa con il suo casco fosforescente, visiera rigorosamente a specchio. Pantaloni camouflage, maglietta rossa svolazzante con teschio stampato sul petto e Nike giallo-azzurre, quando impenna (cioè sempre) gli si vede anche lo slippone bianco. Fermamente convinto che una bella impennata faccia cadere la mandibola a qualunque essere femminile, usa frasi a effetto tipo “Ma perché, tu usi anche la gomma davanti?” o anche in rima “che la strada sia piena o vuota, me la faccio su una ruota”. Gagliardo e abbastanza arrogante, bisogna riconoscergli un innato senso dell’umorismo e una bella dose di equilibrio e coraggio. Consiglio per le donne, fate attenzione: adora avere rapporti sessuali appesi in figure bislacche, roba da trapezisti del circo di Moira Orfei.

7 IL MANGIONE Di per sé è un bonaccione, non farebbe male a una mosca con il suo sorriso malinconico e la pancia voluminosa. Proprietario di una endurona più equipaggiata di un coltellino svizzero, i suoi giri in moto prevedono più soste di un corso enogastronomico. Voi siete lì, pronti a divorare tornanti ma lui è solo pronto a divorare salame di Varzi. E non crediate di vincere verbalmente con lui: se provate a ingaggiarci una discussione, finirete ad assaggiare Pistacchio persiano importato, con la vostra due ruote fiammante parcheggiata al sole. E la cosa non vi dispiacerà affatto. Consiglio per le donne, fate attenzione: con le sue argomentazioni sul cibo e sulla storia del cibo, ammalia e seduce chiunque.

8 IL MANIACO Tom Sykes l’ha appena chiamato per chiedergli se, per la prima gara di campionato, può usare la sua moto. Ma ovviamente lui ha risposto di no, attaccandogli scorbutico il telefono in faccia. Più pignolo di un produttore di Katana, ha una moto per la quale Preziosi ha chiesto un preventivo. Forcella con steli placcati oro, pinze all’uranio impoverito, il motore è rimasto da 600 centimetri cubi ma ha una potenza specifica nell’ordine dei 600 cv/litro. Qualcuno dice di averlo visto accendere la moto una volta: pomeriggio di primavera, 23,6° di temperatura, credeva di essere solo nel raggio di un chilometro. Ovviamente, quella volta ha sfoderato anche le termocoperte e la tuta replica Troy Bayliss. Anzi, la tuta di Troy Bayliss. Non c’è bisogno di evitare il giro in moto con lui: non lo vedrete mai appoggiare il suo fondoschiena due-in-uno al sottile strato di neoprene della sua sella. Consiglio per le donne, fate attenzione: prima di fare all’amore, piegherà in rigoroso ordine ascendente la sua camicia firmata, i pantaloni di lino e i calzini in filo di Scozia.

9 L’UOMO DEL MARGINE Di solito lo becchi durante una pistata con gli amici a Franciacorta ma anche in una garetta di kart indoor la musica non cambia mai: ne ha sempre una. E le prime volte ci credi anche, perché a tutti capita la sfiga di tanto in tanto. Ma puntualmente, ogni turno che girate assieme, ogni volta che lo passi, una volta fermi ai box ha sempre la scusa giusta. “Ho finito le gomme”, “L’olio della forcella è andato”, “Devo togliere 0,2 bar davanti perché così chiude l’avantreno”, “Oggi ho mangiato pesante”. Niente, non riuscirete mai a beccarlo entusiasta per qualcosa, qualsiasi cosa. Che sia legato al fatto che arriva quasi sempre ultimo è pura casualità, sta di fatto che non potrete mai dire di essere più veloci di lui. Perché lui, dopotutto, aveva ancora un sacco di margine.

10 L’HARLEYISTA Dài, se avete un’Harley potete anche non leggere. Tanto non ci siete arrivati fin qua… Con l’Harleyista non si fa un giro in moto. O per lo meno, non come lo intendete voi. Come uscite dal parcheggio, lui è già con le pedane che grattano per starvi dietro e vi manda pure a quel paese per avergli tagliato la strada. Ha la barba lunga e folta e a tavola non manca mai un sonoro rutto di fine pasto. Musica country la mattina, heavy metal la sera, ha smontato e rimontato la sua Harley almeno una decina di volte senza l’ausilio di nessun attrezzo ma con la sola forza delle mani. Se gli parlate di moto che non siano custom vi guarda stralunato, come se gli aveste chiesto la spiegazione delle geometrie non euclidee. Consiglio per le donne... non devo dirvi nulla.

Se rientrate in una o più (o tutte) di queste categorie, non vi preoccupate: il mondo è bello perché è vario, quello dei motociclisti ancora di più. Quindi, viva le moto e viva i motociclisti, di qualunque specie!