Pubblicato il 15/04/21

FUMO NEGLI OCCHI Un burnout contest è una cosa seria. Non è sufficiente disegnare un otto sull'asfalto di un parcheggio: il pubblico ha pagato per assistere e pretende di lasciare le tribune con l'adrenalina a mille. Spesso, questo significa per i ''toreri'' generare così tanto fumo, che anche a distanza di pochi metri è difficile persino individuare l'auto. Odi il suono del motore in fuorigiri, annusi il puzzo di gomma bruciata, ma non vedi un tubo. A meno che non alzi in aria un drone equipaggiato di speciale videocamera a infrarossi...

SUL LUOGO DELLA TRAGEDIA Grazie al video registrato da Queensland Aerial, compagnia australiana di riprese aeree che opera nei campi più diversi, dall'ambito industriale e immobiliare alle riprese cinematografiche, ora sappiamo cosa succede dietro la cortina fumogena sollevata da un'auto impegnata a cucinare bomboloni per la strada. Vediamo la competizione sotto una nuova luce, e quella luce è la radiazione infrarossa captata da una termocamera. Del malvagio ''sacrificio'' in atto, la mappa termica restituisce un quadro nudo e crudo. I pneumatici si tingono di rosso vivo, cioè il colore di un pneumatico sottoposto a temperature assurde. Senza il fumo, riconosci anche la scia rosso brillante che il veicolo spara alle proprie spalle e le tracce scolpite a fuoco sull'asfalto, dalle quali ricostruire il suo schizofrenico percorso. Senza contare che, anche una volta ferme, quelle povere gomme continuano a cuocere e a scaldare l'atmosfera circostante come un falò sulla spiaggia.

SENZA CENSURA L'apoteosi tuttavia viene raggiunta quando gli pneumatici sono alla frutta per davvero. Normalmente, qualsiasi delaminazione o esplosione della gomma è oscurata dal fumo denso: grazie al drone ad infrared, invece, il macabro show va in onda privo di censura. Osserva i frammenti di pneumatico rovente che schizzano per la tangente, osserva come il cerchio, a poco a poco, si ritrova senza la sua ''imbottitura'', e soprattutto quanto si lamenti di questo imprevisto. Sono scene forti, alle quali in realtà abbiamo assistito chissà quante volte. Ma stavolta, un drone esclude i filtri...


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