Autore:
Daniele Zeri

IL PERSONAGGIO Era la favorita alla vigilia, con tutti gli occhi del mondo addosso. Jamie Chadwick, l'astro nascente dell'automobilismo britannico non ha deluso le aspettative e si è ritagliata un piccolo paragrafo nella storia del motorsport domenica scorsa quando, tagliando in quarta posizione il traguardo dell'ultimo round del campionato, è diventata ufficialmente la prima campionessa nella storia della W-Series. Piccola di statura, capelli scuri e sguardo determinato, Jamie Chadwick si distingue soprattutto per un approccio con i media tipico dei piloti di grande esperienza: sintetica, diretta al punto e sempre con la dichiarazione pronta. Mai una parola fuori posto, mai una polemica. Sempre concentrata sulla propria prestazione e consapevole di essere l'osservata speciale già dalla vigilia di Hockenheim.

W-Series 2019, Brands Hatch: Jamie Chadwick

LE PRIME SENSAZIONI “È tutto incredibile... 'Campionessa inaugurale della W-Series' suona molto meglio che 'quarto posto', ma non ho ancora ben realizzato e processato tutto quanto. Questo weekend è stato il più intenso che abbia mai avuto, quindi sono solo contenta di aver tagliato il traguardo e aver finalmente conquistato questo titolo. È difficile da tradurre in parole. All'inizio dell'anno sapevo che sarebbe stata una grande stagione e che la W-Series aveva il potenziale per essere qualcosa di grande, ma non mi sarei mai aspettata qualcosa del genere. Ogni gara è stato un crescendo ed arrivare qui in casa a Brands Hatch così, con questo supporto... Penso di non aver mai visto questo posto con così tanto entusiasmo. Non ho mai avuto così tanta attenzione dal pubblico e posso solamente ringraziare la W-Series per questa incredibile opportunità per tutte noi, per averci dato questo tipo di piattaforma. Quest'anno è stato il mio anno migliore nelle competizioni, senza dubbio.”

GESTIRE PRESSIONE Il pubblico inglese, accorso a Brands Hatch a migliaia, ha riposto sulle spalle della giovane Chadwick la fiducia dell'intera nazione. Presa d'assalto da giornalisti, troupe televisive e tifosi, Jamie non si è mai negata ad una singola richiesta di foto o di autografo, dimostrando di saper reggere la pressione fuori e dentro la pista. Nonostante l'ultimo appuntamento iridato si sia rivelato il più complicato dal punto di vista delle performance, la Chadwick ha sfoderato la maturità di chi è destinato alle grandi imprese: “Sapevo di avere il passo per conquistare la pole position, dovevo solo mettere insieme un buon giro. A posteriori, avrei dovuto concentrarmi di più sul passo gara, perché quello è stato un disastro, ma sapevo comunque di poter far bene in qualifica e per fortuna ho messo insieme tutti i settori verso la fine della sessione e conquistato la pole all'ultimo giro. È stato bello tornare davanti dopo un paio di gare in cui non sono riuscita a terminare in testa, mi ha dato fiducia in ottica campionato”.

W-Series 2019, Brands Hatch: Jamie Chadwick

PAROLA D'ORDINE: EVITARE PERICOLI  “I primi giri di gara sono stati buoni - ha proseguito Chadwick ai microfoni di MotorBox - ho fatto una bella partenza e ho gestito il gap su Alice (Powell, vincitrice della gara di domenica scorsa, ndr). Era tutto sotto controllo, ma Alice aveva leggermente più passo di me e ho capito che non aveva nulla da perdere e che avrebbe a tutti costi tentato il sorpasso. Ha sferrato l'attacco a Paddock Hill e ha fatto una bellissima manovra, nonostante ci sia stato un lieve contatto. Sapevo che non dovevo ingaggiarmi in una battaglia simile, ma da lì ho perso un po' di ritmo e mi sono trovata in fretta nel mirino di Beitske (Visser, l'antagonista per il titolo, ndr). Ho fatto un piccolo errore e le ho aperto la porta. Probabilmente sono stati i trenta minuti più stressanti della mia vita, non avevo mai prima d'ora vissuto tanta pressione. Dovevo pensare al campionato ma in fondo volevo ancora vincere la gara a tutti i costi. Non è stata la mia migliore gara di sicuro, ma ho fatto ciò che dovevo fare. Specialmente con Alice e Emma (Kimilainen, poi giunta seconda, ndr), ho capito che era una battaglia che non avrebbe avuto senso combattare. Brands Hatch è uno di quei circuiti che non perdonano e non volevo buttare via il campionato. Sono comunque un po' delusa, non voglio essere uno di quei piloti calcolatori, avrei voluto vincere e portarmi a casa il campionato con una vittoria. Ma non era destino”.

IL MONTEPREMI  La britannica lascia Brands Hatch non solo con un prestigioso titolo in più nel palmarés, ma anche con il notevole montepremi di 500 mila dollari: “Credo mi toccherà pagare da bere stasera, e poi sfortunatamente il premio in denaro sarà reinvestito nelle corse”, ci dice scherzando. “Vorrei prendermi una vacanza per smaltire lo stress ora, e poi tornare a pensare alle corse. Ci sarà sicuramente molto lavoro da fare quest'inverno. Qualsiasi cosa farò l'anno prossimo, voglio essere in una posizione di vantaggio”. Ecco, il futuro, appunto. Cosa farà Chadwick da grande? Voglio esplorare diverse opzioni... Ovviamente la posizione in cui mi trovo oggi è diversa da quella in cui ero 12 mesi fa, quindi voglio guardarmi intorno. Se ci saranno sedili disponibili in International F3, sarà una delle opzioni da valutare, ma è una serie in cui sono pochi i sedili desiderabili. Forse solo sei, e vengono assegnati in fretta. Ora è il momento in cui inizia il vero lavoro difficile”.

W-Series 2019, Brands Hatch: Jamie Chadwick

FORMULA 1 Questo è il punto in cui auspicabilmente l'associazione con il team Williams F1 diventerà realmente fruttuoso per il prosieguo della carriera della giovane ventunenne. La partnership con la Williams è molto importante - ci dice Jamie - e credo che per qualsiasi giovane pilota un accordo simile sia il primo passo per poter realmente sperare di sedersi su una vettura di Formula 1. Questo accordo è stato un'occasione unica per vedere la factory, provare il simulatore e vedere come vengono svolte le operazioni di un team simile, quindi sono sicura che mi aiuterà in qualsiasi cosa farò nel futuro". Nonostante Susie Wolff sia ad oggi l'unica donna ad essere stata recentemente associata ad un team di F1 e poi ad aver effettivamente preso parte ad una sessione di prove libere del weekend di Formula 1 (era il Gp di Gran Bretagna del 2014), la Chadwick spera di cambiare presto questa statistica: “Ho 21 anni e spero di arrivare presto a bussare alla loro porta per chiedere di guidare la macchina.”

ASPIRAZIONI È difficile fare una previsione a lungo termine, o capire dove sarò tra tre anni: spero in un campionato di altissimo livello, magari alle porte della Formula 1, DTM, WEC o Formula E. La cosa molto eccitante è che al giono d'oggi non c'è solo la Formula 1, ci sono molte categorie in cui correre da professionisti ai massimi livelli". "Quando questa mattina mia figlia di cinque anni ha visto tutte le vetture schierate - ci ha raccontato Will Buxton, storico giornalista della F1 e ospite lo scorso weekend a Brands Hatch - ha esclamato 'Guarda, quella è Jamie Chadwick!'. Ed è stato lì che ho capito l'importanza di questo progetto e quanto Jamie sia già nei cuori della gente”.


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