Autore:
Daniele Zeri
Pubblicato il 03/01/2020 ore 18:00

L'ANNO DELLE DONNE L'anno che ci lasciamo alle spalle, così come il precedente, è stato spesso definito dai media internazionali come ''anno delle donne''. Attiviste da tutto il mondo sono scese in piazza per difendere i propri diritti e hanno fatto sentire la propria voce a proposito dei più importanti temi femministi. Il 2019 è stato l'anno della giovanissima Thunberg eletta a ''Persona dell'Anno'' dal prestigioso Times, così come di Ursula Von Der Leyen, prima Presidente donna della Commissione Europea. Dalla politica, al cinema, passando per la musica e lo sport: l'anno passato ha più che mai segnato la grande evoluzione dello sport al femminile, evidenziato dagli ascolti record del mondiale di calcio. Un mondo, quello dello sport professionistico, ancora troppo spesso rappresentativo della società in cui viviamo e segnato da pay-gap di genere e pregiudizi.

W-Series, Hockenheim

MOTORSPORT AL FEMMINILE Perché, dunque, è più che mai importante parlare di donne nel nostro amato sport automobilistico? Ancora ampiamente dominato dalla presenza maschile e troppo spesso dai pregiudizi di genere, l'ambiente del motorsport sta lentamente ma inesorabilmente andando incontro alle dovute trasformazioni per restare al passo con i tempi. Sempre più donne si affacciano all'automobilismo e non solo dietro al volante: ingegneri, team principal, meccanici e rappresentanti dei media sono con maggior frequenza sogni perseguibili da ragazze da tutte le parti del mondo. E proprio il motorsport, una volta regno di machismo e stereotipi femminili, può diventare il campo perfetto per dimostrare la parità e abbattare quegli archetipi di genere che spesso scoraggiano le donne da formazione e impieghi nei campi STEM. 

LE FIGURE DI RIFERIMENTO Dopo un paio di decenni segnati dalla stagnazione, gli ultimi dieci anni hanno visto la situazione migliorare percepibilmente, con un trend in netta crescita negli ultimi due anniA testimoniare l'importanza di una figura ispiratrice al vertice delle competizioni internazionali, la seconda decade degli anni 2000 ha sicuramente anche iniziato a cogliere i frutti della precedente ascesa di Danica Patrick ai massimi livelli; quando l'icona del motorsport americano al femminile debuttava alla 500 Miglia di Indianapolis, le protagoniste dei circuiti di oggi muovevano i loro primi passi sui kart. Con lo stesso obiettivo, Susie Wolff ha tentato di essere la risposta europea alla Patrick, completando un programma di test con la Williams in Formula 1 a metà del decennio e interrompendo un'assenza di 22 anni per una donna all'apice dello sport. Tra le innumerevoli conquiste e i piccoli momenti che hanno riscritto la storia, dobbiamo anche ricordare Maria De Villota, la pilota spagnola che ha perso la vita inseguendo il sogno della Formula 1.

Maria De Vilota

UN GAME-CHANGER Gli anni '10 del terzo millennio verranno ricordati per aver dato gli albori alla W-Series, il primo campionato interamente femminile della storia del motorsport, progetto che nasce precisamente con la dichiarata intenzione di ridurre il gap numerico nei campionati professionistici. Nel 2019, le donne hanno finalmente attratto l'attenzione anche dietro la visiera del casco, ma siamo ancora distanti dall'aver raggiunto l'obiettivo. Speriamo che il trend positivo possa continuare negli anni '20 e che il recente movimento possa portare all'abbattimento del famoso soffitto di cristallo, facendo delle nuove campionesse delle figure abili a mantenere viva la passione nelle generazioni di domani.

LE PIETRE MILIARI Ripercorriamo insieme alcuni dei momenti fondamentali per le donne nel motorsport nell'ultimo decennio.

2010 Matech Competition schiera un trio interamente femminile alla 24 ore di Le Mans: Cyndie Allemann, Natacha Gachnang e Rahel Frey si qualificano al settimo posto nella classe GT1, ma la loro gara è fermata anzitempo da un problema al motore. Simona De Silvestro è ''Rookie of the Year'' alla 500 miglia di Indianapolis. È la terza donna a ricevere il premio, dopo Lyn St. James e Danica Patrick. Nella stessa edizione si registra il record di donne sulla griglia di partenza (quattro). 2011 - Non solo piloti: Sarah Fisher diventa la prima donna proprietaria di un team in Indycar, mentre Leena Gade è la prima donna ingegnere di pista a vincere a Le Mans: l'anno seguente sarà nominata ''Man of the Year'' del mondiale FIA WEC.

Danica Patrick

2012 Danica Patrick, la più famosa esponente femminile degli anni 2000, passa a competere a tempo pieno in NASCAR dopo sette stagioni in Indycar. Diventerà la prima donna a conquistare la pole position nella 500 Miglia di Daytona l'anno successivo. Keiko Ihara è la prima donna asiatica a partecipare alla 24 ore di Le Mans. Dopo una stagione intera alla guida della LMP2 del team Gulf Racing, la giapponese ex-ombrellina è costretta al ritiro nei giri iniziali. La diciannovenne Alice Powell diventa la prima donna a conquistare punti nella GP3 Series, evento di supporto della F1, con l'ottavo posto nella gara sprint di Monza. 2013 - Purtroppo, sono anche gli anni segnati dalla tragedia di Maria De Villota: il 13 ottobre, la pilota spagnola muore per le gravi conseguenze riportate in un incidente a Duxford, UK, durante un test con la Marussia in Formula 1.

2014 Susie Wolff è la prima donna in 22 anni a prendere parte ad una sessione ufficiale di un Gran Premio di F1: la scozzese, alla guida della Williams FW36, completa la prima sessione del venerdì a Silverstone e a Hockenheim. Si ripeterà l'anno seguente a Barcellona e nuovamente sul circuito di casa a Silverstone. Lella Lombardi resta l'ultima donna ad aver preso il via ad un Gran Premio della massima serie (1976). Simona De Silvestro firma un contratto da collaudatrice per il team Sauber in F1. Completerà due giornate di test a Fiorano in una vettura del 2012, con l'intento di guadagnare la superlicenza e un posto da titolare nell'anno successivo. La Sauber scioglierà però l'accordo a fine stagione, citando l'insufficienza di fondi. L'italiana Michela Cerruti vince la seconda gara del weekend imolese della AutoGP, diventando la prima donna a vincere una gara di monoposto in più di cinque anni.

Simona De Silvestro

2015 A 17 anni, Jamie Chadwick è la prima donna e più giovane pilota di sempre a vincere il campionato inglese GT, alla guida di una Aston Martin GT4. 2016 - Christina Nielsen vince il titolo nel campionato IMSA, classe GT-D. è la prima donna a vincere uno dei più importanti campionati per vetture sportive internazionali. La danese si riconfermerà campionessa l'anno successivo. Con il nono posto all'e-Prix di Long Beach, Simona De Silvestro è la prima donna a conquistare punti nel campionato di Formula E. Nella stessa stagione, la De Silvestro finisce nuovamente nona a Berlino. 2017 - L'ex pilota di GP3 e Development Driver della Lotus in Formula 1 Carmen Jordá viene nominata nella Commissione femminile della Federazione Internazionale, guidata dalla leggenda dei rally Michelle MoutonJordá sarà duramente criticata dalle colleghe per aver suggerito l'impossibilità di competizione alla pari tra uomini e donne su base fisica.

2018 Danica Patrick si ritira dalle competizioni dopo 14 anni sotto i riflettori. Con 7 podi e una vittoria (Motegi 2008) resta la rappresentante femminile più influente e di successo degli ultimi anni. Prima di dedicarsi a nuovi progetti extra-sportivi, la Patrick partecipa per l'ultima volta ai due eventi più importanti del motorsport americano: la Daytona 500 e la 500 Miglia di Indianapolis, rinominate per l'occasione ''The Danica Double''. Per una leggenda che si ritira, nuovi talenti si fanno strada con prestigiose vittorie: Fabienne Wohlwend vince le finali mondiali del Ferrari Challenge a Monza e Jamie Chadwick è la prima ragazza a vincere una gara della F3 britannica a Brands Hatch. Sophia Floersch (all'epoca diciassettenne) sopravvive ad un terrificante incidente a 276 km/h durante il Gran Premio di Macao di Formula 3. Nonostante le fratture alla colonna vertebrale, Sophia fa il suo rientro alle corse appena quattro mesi più tardi. Tornerà a Macao per l'edizione successiva.

W-Series

2019 Tatiana Calderon è la prima ragazza a competere nella FIA Formula 2, il campionato addestrativo più vicino alla F1. La colombiana viene anche nominata Development Driver del team Alfa Romeo F1 e diventa la prima donna latino-americana a guidare una vettura di Formula 1. Pochi mesi dopo la cancellazione del divieto di guida per le donne nel Regno di Arabia Saudita, Reema Juffali è la prima donna saudita a perseguire la carriera automobilistica. 27 anni, poca esperienza e tanta passione, Reema conquista 10 top-ten nel campionato inglese di Formula 4. Viene annunciato il primo campionato interamente femminile: la gara inaugurale della W-Series viene corsa a Hockenheim, Germania. Con un calendario di sei gare a supporto del DTM e posizionandosi a livello della Formula 3, la W-Series attrae un notevole interesse da parte dei media, ma anche iniziali critiche. A nove anni dall'ultimo tentativo, un equipaggio interamente femminile prende parte alla iconica gara di durata di Le Mans. Rahel Frey, Michelle Gatting e Manuela Gostner guidano la Ferrari 488 GT3 del team Kessel fino al nono posto di classe. Belen Garcia è la prima ragazza a vincere una gara di Formula 4 (campionato spagnolo, Navarra) e Amna Al Qubaisi diventa la prima donna a vincere un evento di supporto della Formula 1 (F4 UAE, Abu Dhabi). Jamie Chadwick viene incoronata prima campionessa della W-Series e firma un contratto da Development Driver con Williams F1. È l'unico pilota del 2019 a conquistare due titoli (W-Series e MRF Challenge).

Sophie Floersch

LE SFIDE DEL FUTURO In questi ultimi giorni dell'anno, come da tradizione segnati dalle cene di gala e dalle premiazioni, la nuova beniamina dell'automobilismo britannico è stata una presenza costante tra le nomination come ''Sportivo dell'Anno'' per numerose testate internazionali, testimoniando l'impatto crescente anche sul pubblico generalista''Ci sono sempre più donne di successo che lavorano nel nostro sport, ma dobbiamo anche investire nel futuro e incoraggiare le giovanissime a considerarlo come un mondo dalle pari opportunità'' - ha dichiarato Michelle Mouton, presidente della commissione femminile alla FIA. E proprio dal successo mediatico degli ultimi anni bisognerebbe ripartire nella decade appena inaugurata, consapevoli delle sfide ancora dinnanzi a noi. Se la W-Series ha segnato una rivoluzione con il suo innovativo modello di business, saranno gli anni a venire che ne decreteranno il vero impatto a lungo termine. Il raggiungimento di un vero bilanciamento numerico sarà determinato da svariati fattori, tra cui certamente quello economico.Ciò che è certo, comunque, è che non si tratta più di talenti isolati come accadeva all'inizio del millennio: speriamo, alle soglie del 2030, di poter parlare delle protagoniste di oggi come della ''New Wave'' degli anni '20.


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