Pubblicato il 24/05/21

EX PRESIDENTE È lutto nel mondo del motorsport per la scomparsa dell’ex presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, Max Mosley. Il dirigente sportivo britannico, che si è spento all’età di 81 anni, è stato il predecessore di Jean Todt alla guida della Fia, nonché l’ideatore della regolamentazione finanziaria che, a partire dal 2009, aveva invogliato l’ingresso di alcune piccole scuderie – HRT, Lotus (poi Marussia e Manor) e Virgin (diventata Marussia e infine Manor) – che, però, all’atto pratico ebbero vita brevissima in Formula 1.

Mosley nel 2001 con il Principe Alberto di Monaco e Michael Schumacher

DOPO BALESTRE Figlio di Oswald Mosley, leader dell’Unione Britannica dei Fascisti e simpatizzante di Adolf Hitler, Max è rimasto a capo della Fia dal 1993 al 2009, diretto successore del controverso Jean Marie Balestre. L’inglese aveva rappresentato nei primi anni ’80 i team appartenenti alla FOCA in rotta di collisione con la Federazione, prima di una breve parentesi politica tra le fila del partito conservatore britannico. Dalla sua, anche trascorsi da team owner: nel 1969 è co-fondatore della March, nel 1989 ci riprova in modo decisamente meno fortunato con la Simtek – meteora in F1 nel 1994 e 1995 ma tristemente passata alla storia per l’incidente di Roland Ratzenberger a Imola – abbandonando tuttavia nel 1992 ancora prima del debutto nella massima serie.

F1 GP Gran Bretagna 2009, Silverstone: Max Mosley accerchiato dai giornalisti

IL SEXY-SCANDALO Al vertice della Federazione, Mosley è stato riconfermato anche nelle elezioni del 1997, del 2001 e del 2005 terminando l’incarico con l’annuncio della non candidatura per la successiva tornata elettorale del 2009. Una scelta dettata anche e soprattutto dallo scandalo che lo travolse nel 2008, quando fu filmato tra i protagonisti di un’orgia sadomaso con prostitute in uniformi naziste e divise utilizzate nei campi di concentramento, insieme ad altri esponenti dell’alta borghesia londinese. Pochi mesi dopo, il figlio Alexander fu trovato morto nel proprio appartamento in seguito a un’overdose di eroina.

Max Mosley e l'amico Bernie Ecclestone

IL RICORDO DI BERNIE A confermare la notizia, circolata in fretta tra i media britannici, è stato anche l'amico di una vita, Bernie Ecclestone: È come perdere una parte della mia famiglia, come la morte di un fratello. Max – ha spiegato l’ex Supremo della Formula 1 alla BBC, ricordando il lavoro di Mosley a capo della Federazione in un momento molto delicato come quello successivo alla scomparsa di Ayrton Senna nel 1994 – ha fatto un sacco di cose buone e non soltanto nel mondo del motorsport ma anche per l’industria dell’automobile. È stato molto bravo nell’assicurarsi che venissero costruite auto sempre più sicure”. Ancora non note le cause della morte.


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