Emerson Fittipaldi non è riuscito a coronare il suo sogno di diventare un Senatore della Repubblica Italiana. Il due volte campione del mondo di Formula 1 si era candidato nella circoscrizione Sudamerica per provare a entrare in Parlamento, applicare politiche attive per lo sport e soprattutto difendere lo ius sanguinis – il diritto ad avere la cittadinanza solo se discendenti di persone a loro volta in possesso del passaporto italiano – ma, nonostante la vittoria della coalizione di centrodestra con cui si candidava, il 75enne italo-brasiliano non è risultato eletto.

I RISULTATI DELLE POLITICHE La coalizione di centrodestra guidata da Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia ha infatti vinto le elezioni politiche che si sono tenute ieri, 25 settembre, in tutta Italia, ma questo non è bastato per Emmo. L’ex pilota, iridato in F1 nel 1972 e nel 1974, ha ottenuto 37.373 preferenze personali, per un totale di 91.827 voti alla coalizione di cui era capolista. Non è stato sufficiente: con il 22.62% dei voti nella circoscrizione sudamericana, secondo i dati del Ministero dell’Interno, Fittipaldi è stato battuto da Mario Alejandro Borghese, eletto tra le fila del Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), scelto dal 32.49% dei votanti.

CHI È FITTIPALDI Due titoli Mondiali F1 all’attivo ma non solo, Emerson Fittipaldi è stato uno dei piloti più longevi e vincenti della storia delle corse. Oltre all’iride Piloti nel 1972 e nel 1974, Emmo ha vinto 14 GP in F1, ma anche un campionato Champ Car (l’antenato della IndyCar) e due 500 Miglia di Indianapolis nel 1989 e nel 1993. È anche il capostipite di una famiglia da sempre impegnata nel motorsport, con il fratello Wilson, il figlio Christian e i nipoti Enzo e Pietro tutti piloti. Proprio Pietro, classe 1996, ha disputato due GP di Formula 1 con la Haas (team per il quale svolge tutt’ora il ruolo di riserva) nel 2020 in sostituzione dell’infortunato Romain Grosjean.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.
