Autore:
Andrea Minerva

SCANDOLA/D’AMORE – SKODA FABIA R5: Il Rally dell’Adriatico era un bivio. Da una parte per andare al mare con infradito, ombrellone a degustazione di “pieda” e birra, dall’altra per ridare vigore alle ambizione di Titolo Tricolore troppe volte andate deluse nelle ultime stagioni. Umberto Scandola e Guido D’Amore hanno optato per la seconda possibilità, disputando una gara impeccabile e lasciando per il momento la crema solare nell’armadietto. “Umby” da queste parti non ha praticamente mai fallito, questa è infatti la quinta vittoria, e il successo di gara 1 e della classifica generale sono suonate sacrosante. Meglio di ogni altra spiegazione è il dato che racconta di 11 prove speciali vinte sulle 15 in programma. Terminator!Anche quest’anno, com’è capitato altre volte in passato, Scandola è partito ad inizio stagione con il freno a mano tirato, e non per fare un bel traverso….. seee magari…, no la questione è un’altra. Troppe incertezze e difficoltà, come appunto è capitato spesso in passato. E il pilota di Skoda Motorsport, per vari motivi, non ha azzeccato nemmeno in questo campionato la partenza buona ma questo weekend sembra poter rimettere in marcia le sue speranze di tornare a vincere il Titolo Italiano. Crederci, prima di tutto! SCANDOLA/D’AMORE – voto: 9,5

CAMPEDELLI/OMETTO – FORD FIESTA R5: Insomma, parlare di genio e sregolatezza adesso forse è un po’ troppo. Sì dai, decisamente troppo. Soprattutto perché il passato di un pilota, comunque ancora molto giovane come Simone Campedelli, sembra abbastanza lontano. Così come lontani sono i ricordi di gare gettate via per una sorta di furore agonistico mai ben regolato e domato. Eppure la questione non è ancora completamente risolta. Dopo il trionfo al Rally del Ciocco, Campedelli si è ritirato per un incidente al Rally di Sanremo senza conquistare nemmeno un punto, e in gara 1 al Rally dell’Adriatico ha riacciuffato il terzo posto all’ultima prova speciale dopo aver commesso un errore costato circa quindi secondi nei confronti del diretto rivale Scandola. E dopo tutto ciò, nella stessa gara, una sontuosa seconda tappa con due prove speciali vinte e il successo parziale di giornata oltre al secondo posto nella classifica assoluta. Beh, lo capite, non sarà genio e sregolatezza, ma una maggiore costanza di rendimento e soprattutto di risultati si rende immediatamente necessaria se l’intento è quello di contendere il Titolo Tricolore a due piloti del calibro di Scandola e Andreucci. Velocità e talento. Campedelli ha le carte in regola per giocarsela fino all’ultimo. CAMPEDELLI/OMETTO – voto: 8,5

ANDREUCCI/ANDREUSSI – PEUGEOT 208 T16 R5: “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù…” Mary Poppins la cantava allegramente, Paolo Andreucci, un po’ meno. Eh già, perché questo Rally dell’Adriatico proprio continua a rimanere amaro e indigesto. Il nove volte campione italiano non vince questa gara addirittura dal 2012, e anche questa volta è costretto a chiudere senza aver vinto una sola prova speciale. Ma i danni sono molto limitati. Il secondo posto in gara 1, e il terzo sia in gara 2 che nella classifica generale hanno portato punti importanti per difendere la leadership nella classifica di campionato. In vista del Rally del Salento e del Rally di San Marino sarà comunque fondamentale ritrovare subito il ritmo migliore; Scandola e Campedelli hanno recuperato terreno e non  staranno certo a guardare. ANDREUCCI/ANDREUSSI-voto: 7,5

ROVAMPERA/PIETILAINEN- PEUGEOT 208 T16: Inutile stare a menarla troppo. La verità è questa, tutti, noi compresi, eravamo lì a chiederci se il sedicenne Kalle Rovampera, al primo appuntamento su terra del Campionato Italiano Rally, sarebbe stato in grado di vincere almeno una tappa, in barba a tutti i campioni del Cir e scrivendo così un pagina storica del rallysmo italiano e non solo. Alla fine il copione non è stato proprio questo, ma in realtà c’è mancato poco. Soprattutto in gara 1, quando Rovampera è stato a lungo in seconda posizione, anche se ad una certa distanza dall’imprendibile Scandola. Ma il risultato era già di per sé straordinario. Che poi il giovane finlandese abbia deciso di rallentare vistosamente nell’ultima prova speciale cedendo due posizioni ad Andreucci e a Campedelli è un’altra storia. Il capottone in gara 2, dopo aver già in precedenza danneggiato l’anteriore della 208 T16 sono invece la testimonianza evidente che il talento di Rovampera, soprattutto in funzione dei suoi sedici anni, è indiscutibile, ma che allo stesso tempo bisognerà dargli la possibilità di crescere senza fretta e senza affanni. L’attenzione mediatica può essere la manna dal cielo ma può anche trasformarsi in un pericoloso boomerang. ROVAMPERA/PIETILAINEN-voto: 6,


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