Autore:
Marco Congiu

I FATTI Qualche giorno fa, Elon Musk aveva annunciato urbi et orbi di aver licenziato un dipendente Tesla reo di aver manipolato un software per la gestione della produzione. Oggi Martin Tripp, questo il nome del grande accusato, si difende dalle accuse, affermando apertamente di voler far luce sulle falsità dell'azienda di Palo Alto produttrice di Model S, Model X, Roadster e Model 3.

L'ACCUSA Martin Tripp ha lavorato alla Gigafactory di Tesla nel Nevada dall'ottobre 2017 sino allo scorso mercoledì, quando è stato licenziato in tronco. Secondo le accuse, Tripp avrebbe rubato alcuni dati sensibili dell'azienda installando poi virus che avrebbero compromesso il lavoro della catena di montaggio.

LA DIFESA Tripp ha ammesso le sue azioni andando però al contrattacco. Alla CNN l'ex dipendente Tesla ha affermato di aver trafugato dati sensibili al fine di informare i media sulla condotta tutt'altro che limpida che Tesla avrebbe assunto. Secondo Tripp, infatti, Tesla avrebbe installato batterie danneggiate nelle nuove Model 3 consegnate ai clienti, falsificando il numero di auto elettriche consegnate realmente e immagazzinando in maniera impropria materiale di scarto potenzialmente pericoloso. Staremo a vedere come si evolverà la vicenda. 


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