Il paradiso delle auto elettriche, lo sanno tutti, è la Norvegia: con una rete di stazioni di ricarica tra le migliori e un pubblico molto recettivo. Proprio nel Paese scandinavo le proteste di alcuni clienti nei confronti di Tesla sono sfociate in un movimento organizzato. Ultima iniziativa, uno sciopero della fame per sensibilizzare Elon Musk nei confronti dei molti problemi individuati dai clienti nelle proprie auto: in tanti esemplari di Model 3 - il modello più diffuso - ma non solo. Qui sotto il Tweet che annuncia l'iniziativa.
#TESLA HUNGER STRIKE IN TESLA COUNTRY #1 🇳🇴 NORWAY 27. aug 2022 @elonmusk
— Erlend Mørch (@monstermasten) August 27, 2022
NORWEGIAN TESLA OWNERS ARE SUFFERING pic.twitter.com/2XkiIiG6df
I PROBLEMI DELLE TESLA Molte le criticità riscontrate dai proprietari, tutte elencate sul sito Teslahungerstrike: tra le tante spiccano ruggine nelle auto appena consegnate e usura precoce della batterie, le numerose defaillance nei climi invernali, i malfunzionamenti della guida assistita Autopilot, le infiltrazioni d'acqua nel bagagliaio, l'allentamento dei sedili e della componentistica, la mancata chiusura di portiere e finestrini, malfunzionamenti delle luci e dei tergicristallo, defaillance del computer di bordo e dell'infotainment. La lista è ancora lunga e il tutto sarebbe coronato da un servizio scadente da parte dei concessionari e del servizio clienti telefonico, sempre stando a quanto denunciano i clienti norvegesi. Senza contare che Elon aveva promesso la ricarica gratuita per tutta la vita del veicolo, ma le nuove stazioni di ricarica Tesla, per poter ricaricare anche i veicoli della concorrenza, avrebbero prese differenti: che le Tesla non sarebbero più in grado di utilizzare. La risposta di Elon Musk? La trovate nel Tweet qui sotto: ''Su consiglio di un buon amico, ho digiunato a intermittenza e mi sento più in salute''.
On advice of a good friend, I’ve been fasting periodically & feel healthier
— Elon Musk (@elonmusk) August 28, 2022
TEORIA DEL COMPLOTTO L'ironia di Elon pare decisamente fuori luogo e qualcuno è arrivato a sostenere che la risposta sia un abile trucco informatico per ingannare i motori di ricerca come Google e ridurre così la visibilità delle proteste dei norvegesi. Che si tratti o meno di una strategia mediatica, i problemi lamentati dai clienti restano, così come l'attitudine di Musk a rispettare in modo per così dire elastico le promesse e gli annunci fatti. Come andrà a finire?
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




