Autore:
Matteo Gallucci

SENZA PACE Sembra proprio non esserci possibilità di lieto fine per l'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese (PA). Nello stesso sito si sarebbero dovute produrre auto ibride ed elettriche divenendo un modello di sviluppo per tutto il Sud. Invece è scoppiato il caos dopo l'arresto del presidente e amministratore delegato della Blutec, Roberto Ginatta e Cosimo di Cursi. L'accusa è quella di malversazione ai danni dello Stato, ovvero di aver utilizzato per altri fini parte dei finanziamenti pubblici ricevuti per dare nuova vita produttiva allo stabilimento di Termini Imerese.

SOLDI SPARITI La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha stabilito che Ginatta e Di Cursi siano interdetti per 12 mesi nell'esercitare imprese e uffici direttivi oltre alla notifica di arresti domiciliari. La Guardia di Finanza ha sequestrato preventivamente gli impianti produttivi siciliani della Blutec apponendo i sigilli, oltre a quote sociale e beni mobili e immobili degli indagati, per un totale di 16 milioni e 516 mila euro.

CASSA INTEGRAZIONE E ZERO AUTO Sono spariti dalle casse della Blutec 16 milioni di euro su 21 milioni ricevuti come contributi statali per l'avvio della produzione di auto elettriche con l'impiego di circa 700 lavoratori. Questa l'accusa rivolta ai due responsabili della Blutec che non avevano mai fatto partire la produzione dei veicoli green e non avevano raggiunto il numero di 700 operai previsti dal piano di rilancio. Gli stessi lavoratori dello stabilimento che sono ancora oggi in cassa integrazione dal 2012 per un costo che due anni fa il Sole 24 Ore stimava in circa 400 milioni di euro. Senza contare il costo di tavoli, consulenze, istruttorie e personale dedicato al caso in tutti questi anni. 

DICHIARAZIONI Anche il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha rilasciato una dichiarazione sui fatti: "Gli arresti del management della Blutec di Termini Imerese confermano alcune perplessità delle parti sui piani d' investimento. Non abbandoniamo i lavoratori che sono le vittime di questa storia. Dobbiamo prima di tutto metterli in sicurezza. Ho già dato mandato agli uffici del Ministero di contattare l'amministratore giudiziario per salvaguardare i livelli occupazionali".

 


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