Pubblicato il 19/01/21

COAST TO COAST Con la quotazione alla Borsa di New York, successiva di 24 ore all'ingresso nei listini principali dei mercati telematici di Milano e Parigi, anche sotto il profilo finanziario Stellantis è ormai una realtà. L'attenzione dell'industria e dei consumatori era tuttavia ancor più rivolta alle prime parole di Carlos Tavares nelle vesti di amministratore delegato della nuova maxi società. Dagli uffici di Mirafiori, il sito dal quale Tavares ha assistito alla cerimonia di apertura delle contrattazioni del titolo a Wall Street, il top manager franco-portoghese non è sceso nei particolari. Professando tuttavia ottimismo ed ambizione per un'avventura dalle grandi prospettive. Un'avventura della quale, soprattutto, anche il marchio Fiat reciterà una parte da protagonista.

IL LAVORO NON SI TOCCA A margine della presentazione delle linee generali (sinergie produttive, elettrificazione, partnership con tech companies, etc.) alle quali si ispireranno i piani a medio lungo termine, Tavares si sofferma sul futuro del Lingotto. ''Stellantis possiede tutte le risorse industriali e tecnologiche necessarie per proporre una gamma di modelli Fiat più moderna e più efficiente. Gli stessi stabilimenti italiani sono adatti a sostenere un percorso di efficientamento, un percorso che non ha nulla a che vedere con un taglio del numero dei dipendenti''. Secondo Tavares, Fiat non subirà perciò un processo di riorganizzazione come quello che investì Opel all'indomani dell'acquisizione da parte di PSA. ''Il quadro è ben diverso, Fiat non ha problemi di emissioni medie e non sarà necessario, come con Opel, sospendere la produzione in modo drastico di alcuni modelli troppo inqinanti''. In attesa dell'incontro con i sindacati, parole confortanti dunque anche sul tema dell'occupazione: ''Le sinergie non causeranno perdita di posti, anzi: le sinergie proprio come scudo a tutela sia della sopravvivenza di ogni singolo marchio, sia a tutela del lavoro stesso''.


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