Pubblicato il 04/01/21

UN MATRIMONIO DA OLTRE OTTO MILIONI D AUTO Ed eccoci, dunque, al gran giorno, quello che sancisce le nozze tra FCA e PSA per dare vita a Stellantis, ovvero il quarto Gruppo automobilistico mondiale. Dopo i primi approcci, le conferme e il fidanzamento ufficiale, oggi 4 gennaio 2021, con le assemblee in streaming causa Covid-19, gli azionisti di Peugeot Citroën e Fiat Chrysler Automobiles mettono le basi per una joint venture che unisce la Casa del Lingotto ai francesi in una maxifusione che vale 44 miliardi di capitalizzazione a fine 2020 e sinergie annuali per 5 miliardi. Un accordo che, dati alla mano, significa anche 8,1 milioni di auto vendute, 400 mila dipendenti a libro paga e un fatturato di oltre 180 miliardi di euro. E che vedrà nel ruolo di amministratore delegato Carlos Tavares, inossidabile manager franco-portoghese, già alla guida del gruppo PSA, e John Elkann in veste di Presidente. Il voto degli azionisti sarà un passaggio fondamentale in vista dell'operazione che FCA e PSA prevedono di chiudere entro il primo trimestre 2021, convinte che l'Antitrust europeo darà il proprio via libera grazie anche agli aggiustamenti introdotti dai due player, a partire da quello sui veicoli commerciali leggeri.

Fusione FCA-PSA: il CEO di Stellantis Carlos Tavares

OK DALLA COMMISSIONE MA SUBORDINATO Il via libera segue, infatti, un'indagine approfondita della Commissione sulla fusione, a seguito della quale pareva uscirne danneggiata la concorrenza sul mercato dei veicoli commerciali leggeri in alcuni Stati membri, dove le due Case automobilistiche hanno quote di mercato elevate e sono in concorrenza. L'acquisizione avrebbe probabilmente comportato un aumento dei prezzi per i clienti. Inoltre, nelle ultime ore si sono accavallate voci sul futuro di numerosi marchi raggruppati sotto Stellantis: in pericolo sembrano esserci soprattutto Lancia, che sopravvive grazie alla sola citycar Ypsilon e Chrysler. Tuttavia, nel mirino ci sono anche una serie di modelli che rischiano di concludere anzitempo la loro avventura per le inevitabili sovrapposizioni nei segmenti di mercato. Questo, sarà uno dei temi caldi delle prime assemblee post fusione.

Fusione FCA-PSA: il Presidente di Stellantis John Elkann

GARANZIE DAI DUE GRUPPI Per fugare le preoccupazioni della Commissione, FCA e PSA hanno preso una serie di impegni volti a promuovere l'ingresso e l'espansione sul mercato: tra gli altri, un'estensione dell'accordo di cooperazione attualmente in essere tra PSA e Toyota Motor Europe per i veicoli commerciali leggeri, in base al quale PSA realizza veicoli a marchio giapponese principalmente nell'Unione Europea. La Commissione si è ritenuta soddisfatta dagli impegni presi ed è quindi giunta alla conclusione che: “l'operazione, così come modificata, non rappresenterebbe più un problema di concorrenza''. Quindi, questo matrimonio ha ricevuto il definitivo consenso della Comunità Europea ed è una mossa che darà a Stellantis una copertura quasi globale, con Chrysler e Fiat che apriranno a PSA le porte del mercato statunitense e brasiliano. Da parte loro, i francesi sosterranno i nuovi soci sul mercato asiatico. Ma nascerà anche una forte concentrazione in Europa, visto che ai cinque marchi di PSA (Peugeot, Citroën, Ds, Opel e Vauxhall) si aggiungeranno quelli europei del Lingotto. I due appuntamenti di oggi sono uno degli ultimi passaggi nel processo di integrazione iniziato il 31 ottobre 2019. Dopo le assemblee degli azionisti mancheranno soltanto le formalità per la quotazione di Stellantis sui mercati di Milano, Parigi e New York.


TAGS: psa fca carlos tavares John Elkann Stellantis fusione psa fca