Pubblicato il 13/01/21

LA MOSSA DI TRUMP Al termine del suo mandato, il presidente uscente degli USA Donald Trump non rinuncia a un'ultima spallata alle norme per il controllo delle emissioni varate dall'amministrazione Obama. Rassicurato dal vicepresidente  Mike Pence, espressosi contro la destituzione in base al 25° emendamento, il tycoon su cui pende ancora lo spettro dell'impeachmenti (fonte ANSA) ha accolto una richiesta dell'industria automobilistica, per ritardare il rincaro delle multe alle aziende che non riescono a soddisfare i requisiti in termini di consumo di carburante.

Joe Biden a bordo della sua Corvette Stingray del 1967

LE CONSEGUENZE SU FCA IN CIFRE Il tentativo è di lenire un provvedimento che Trump e la sua amministrazione avevano provato a cancellare, ma che una corte d'appello degli Stati Uniti aveva invece dichiarato legittimo ad agosto 2019. Secondo quanto riportato da Reuters Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha pagato una sanzione civile di 79 milioni di dollari per non aver soddisfatto i requisiti di risparmio di carburante del 2017, dopo aver pagato 77,3 milioni di dollari per i requisiti del 2016. Il timore degli ambientalisti è che allentare la presa su questo tema potrebbe rallentare la lotta alle emissioni e se la mossa di Trump dovesse esseere neutralizzata dal neo presidente Biden (foto spora), la prossima sanzione potrebbe costare a FCA 608 milioni di dollari,  pari a circa 500 milioni di euro.


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