Cambiare ora le regole sarebbe ''surreale''. È questa l'espressione alla quale, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia France Press, ricorre il CEO Stellantis Carlos Tavares circa l'eventualità che l'UE ceda alle pressioni delle Case auto e accetti di rivedere i target CO2 fissati per il 2025. L'industria si compatta contro gli obiettivi di mid term (oltre che contro gli obiettivi di long term, vedi lo stop a diesel e benzina a calendario nel 2035), Tavares fa il Bastian contrario. Scontro in vista, anzi: sfida ormai lanciata.
IGNORARE DI SAPERE A riaccendere i riflettori sulla notizia secondo la quale Stellantis, per bocca del suo numero uno, appoggi l'agenda in vigore e invochi semmai nuovi sussidi governativi per l'acquisto di veicoli elettrici da parte dei consumatori, è la testata Automotive News Europe. ''Tutti conoscono le regole da molto tempo e hanno avuto il tempo di prepararsi'', sostiene Tavares nell'intervista pubblicata da AFP lo scorso 12 settembre. Affermazioni che confliggono con quanto proposto da ACEA: il gruppo di pressione delle Case auto europee ha redatto una proposta per chiedere all'UE di ricorrere a una regolamentazione di emergenza per ritardare di due anni gli obiettivi di emissioni medie per il 2025. Obiettivi in base ai quali, dai 106,6 g/km di CO2 di emissioni di flotta approvati nel 2023, entro il 2025 le Case dovrebbero scendere a quota 95 g/km. Un salto troppo grande e troppo prematuro, secondo le proiezioni.

MAXI MULTE IN VISTA? Dalle stime ACEA contenute nella bozza del documento e visionate i giorni scorsi da Bloomberg, raggiungere l'obiettivo dei 95 g/km imporrebbe infatti ai Costruttori di interrompere la produzione di circa 2 milioni di auto. O in alternativa, di essere esposti a multe che potrebbero raggiungere i 13 miliardi di euro per le autovetture, più altri 3 miliardi di euro per i veicoli commerciali. Da qui la proposta all'UE, sottoscritta in prima persona anche dal presidente ACEA e CEO Gruppo Renault Luca de Meo, di sposare una ''visione più flessibile''.

BRACCIO DI FERRO I contrasti tra Stellantis e l'associazione ACEA non sono una assoluta novità. Tavares ritirò Stellantis da ACEA nel 2022, fondando in contemporanea il cosiddetto Freedom of Mobility Forum, gruppo di contatto col proposito di discutere i termini di una mobilità pulita e sostenibile. In una nota diffusa il 12 settembre stesso, Stellantis ha anche ribadito di essersi ''organizzata per conformarsi riducendo i costi, lanciando nuovi modelli e affrontando la concorrenza dei produttori cinesi e di Tesla''. L'industra fa massa critica e invoca la classica pausa di riflessione, mentre Stellantis tira dritto per la propria strada. Si annuncia un autunno caldo.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.



