Autore:
Lorenzo Centenari

RINNOVO DEL CONTRATTO La news sembra scontata, invece non la è. Non la è stata, almeno, fino a quando i vertici di Nissan, Mitsubishi e Gruppo Renault, a dieci giorni di distanza dal clamoroso arresto del padre padrone Carlos Ghosn, non si sono incontrati per discutere del futuro dell'Alleanza. Riaffermando, ciascuno, l'intenzione di proseguire sulla stessa strada, cioè quella delle sinergie industriali e commerciali. Nonostante il caso Ghosn, il primo Costruttore al mondo non si scioglierà. Cambieranno semmai i rapporti di forza, almeno nelle intenzioni di Nissan.

PIÙ DEMOCRAZIA All'interno delle dinamiche di Alleanza, il maggiore dei due soci giapponesi rivendica infatti un più incisivo potere negoziale. Il contratto tra i due partner fondadori prevede infatti come nella catena di comando Nissan una posizione strategica venga sempre assegnata a un dirigente Renault, e questa a Tokyo non è mai andata giù del tutto. Se ne riparlerà a breve, quel che conta è che il destino del maggior player globale del settore auto non entrerà in crisi a causa di un episodio giudiziario, per quanto esso abbia colpito l'uomo simbolo dei suoi successi odierni e passati.

GHOSN, ASCESA E DECLINO A sottoscrivere l'impegno a medio lungo termine sono stati dunque il Ceo Nissan Hiroto Saikawa, l'amministratore delegato ad interim di Renault Thierry Bolloré e l'ad Mitsubishi Osamu Masuko. A proposito, invece, di Mr Ghosn: l'ex top manager dell'Alleanza resterà in carcere almeno fino al 10 dicembre. Così ha stabilito il Tribunale di Tokyo, nonostante la richiesta di rilascio da parte dei suoi avvocati. Lo stesso Ghosn continua a smentire le accuse rivoltegli contro, la sua parabola è tuttavia giunta a conclusione. La nuova era Renault-Nissan farà a meno del suo leader, e chissà.


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