RC Auto e risarcimento diretto: le novità 2022, i pro e i contro
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RC Auto e risarcimento diretto: cosa cambia, a chi conviene


Avatar di Lorenzo Centenari , il 04/11/21

4 settimane fa - Indennizzo diretto anche per le compagnie estere. C'è chi protesta

Ddl Concorrenza: indennizzo diretto in caso di sinistro anche per le compagnie assicurative estere. C'è chi protesta. Ecco perché

Un favore agli automobilisti, oppure no? L'articolo 27 del Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, altrimenti detto Ddl Concorrenza, riformula in parte la disciplina del risarcimento diretto per la responsabilità civile auto. ''[...] le disposizioni relative alla procedura prevista dall’articolo 149 si applicano anche alle imprese di assicurazione con sede legale in altri Stati membri che operano nel territorio della Repubblica ai sensi degli articoli 23 e 24”. In parole semplici: aderire all'opzione dell'indennizzo diretto diventa un obbligo anche per le compagnie straniere. Quindi?

IL REGOLAMENTO Per prima cosa, un breve ripasso della normativa. Il risarcimento diretto è una procedura di rimborso di sinistro, in vigore dal 1° febbraio 2007, che permette all'assicurato non responsabile dell’incidente di rivolgersi direttamente alla propria compagnia assicurativa al fine di snellire la procedura. Può essere applicato in presenza solo di determinati requisiti: sinistro soltanto tra due veicoli, sinistro avvenuto con urto, ferite lievi in caso di lesioni (non oltre il 9% di invalidità), compagnia assicurativa aderente alla Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto (CARD). In caso di incidente con ciclomotore o quadriciclo leggero, risarcimento diretto solo con immatricolazione successiva al 14/06/2006. In tutti gli altri casi sarà necessario seguire la procedura di risarcimento ordinario (che è sempre possibile), ovvero richiedere il risarcimento dei danni alla compagnia assicurativa della controparte responsabile del sinistro. 

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AD ARMI PARI Di norma, il protocollo del rimborso diretto da parte della propria assicurazione accelera i tempi per ricevere la somma di denaro. Estendendo l'obbligo di adesione alla procedura anche alle assicurazioni estere, il Governo si propone in particolare di eliminare un potenziale trattamento discriminatorio a danno delle imprese italiane, che altrimenti hanno minori possibilità - rispetto alle concorrenti di altri Palesi membri - di praticare tariffe più vantaggiose. La nuova regola, in ogni caso, incontra pure opposizione. Dai periti, ma anche dalle associazioni dei consumatori.

QUI PERITI “Il risarcimento diretto – sostiene Luigi Mercurio, presidente Aiped (Associazione italiana periti estimatori danni) – genera una forte spinta delle lobby assicuratrici verso la canalizzazione forzata: l’automobilista danneggiato viene indirizzato verso la carrozzeria convenzionata, che lavora a un prezzo della manodopera fissata dall’assicurazione. Le compagnie esercitano così un forte controllo del mercato della riparazione, imponendo franchigie e scoperti di dubbia validità a chi fa riparare la macchina dal carrozziere indipendente. Prassi che va contro le normative, contro la libera concorrenza, contro i princìpi del libero mercato”.

QUI ASSICURATI Anche Assoutenti manifesta un radicale dissenso all’ampliamento dell’applicazione del risarcimento diretto. “Con la pandemia il mercato assicurativo - dichiara Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti - ha giovato di una forte riduzione dei sinistri e dei costi, consolidando il suo assetto non concorrenziale e oligopolistico maturando, nel solo settore RC auto, un record mondiale di utili. Il risarcimento diretto non solo non va esteso alle compagnie cosiddette estere: va abolito del tutto, restituendo agli assicurati polizze RC auto semplici, il ripristino di un sano meccanismo bonus malus, il pieno diritto alla libera scelta del riparatore di fiducia”.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 04/11/2021
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