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DIMEZZATO Si è passati dal vuoto pneumatico di marzo e aprile, a una catastrofe: è già un segno di vita, ma ''ripresa'' è un'altra cosa ancora. Nonostante la riapertura delle attività economiche, a maggio il mercato auto fa segnare un altro crollo (-49,6%) nei confronti dello stesso mese del 2019. Precipitano tutti i canali: giù del 35% i privati, del 69% il noleggio e del 57% le società. Immatricolazioni a 99.711 unità rispetto alle 197.881 di maggio dello scorso anno, con una perdita di circa 98.000 unità. Nel cumulato gennaio-maggio, le registrazioni in meno sono quindi quasi 460.000: da 910.872 a 451.366 unità. Un tracollo - ancora - del -50%.
QUI INDUSTRIA “Il dato di maggio – commenta Michele Crisci, presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – raccoglie per la maggior parte consegne di ordini sottoscritti prima dell’inizio dell’emergenza COVID-19. Il settore attraversa una crisi senza precedenti: la distribuzione è attanagliata da mancanza di liquidità e appesantita da centinaia di migliaia di veicoli fermi nei piazzali, e con le risorse messe a disposizione dal Decreto Liquidità ancora impigliate nella burocrazia e bloccate all’interno del sistema bancario”. La mera riapertura dei concessionari non è bastata a far ripartire la domanda: ''Famiglie e imprese - osserva Crisci - sono prostrate dal crollo dell’economia e da un futuro quanto mai incerto e fosco. I dati raccolti a fine maggio parlano di un calo degli ordinativi di circa il 60%, e tutto questo nell’assoluta e incomprensibile sordità e indifferenza della classe politica''.
LE RICHIESTE Non da oggi, l'UNRAE chiede al Governo l’adozione di un intervento “verticale”, con misure specifiche per il settore auto. Cioè ''un programma strutturale - spiega Crisci - teso a facilitare il ricambio del vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini, un regime fiscale pari a quello degli altri Paesi europei, a partire dalla detrazione dell’IVA sulle auto aziendali al 100%, chiediamo infine che il sistema bancario trovi forme e modi di accelerare l’erogazione alle imprese della filiera distributiva automotive delle sempre più vitali risorse rese disponibili dal Decreto Liquidità.”
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.



