Autore:
Dario Paolo Botta

LE MOSSE DI TRUMP Guerra dei dazi, Donald Trump ha risposto con un: “vedremo” alle domande dei cronisti, sull’estensione degli stessi ai prodotti europei. L'Italia dell'auto trema, con l'aumento dei prezzi che potrebbe aggravare la crisi di vendite FCA e penalizzare i marchi nostrani Alfa Romeo, Fiat e Jeep. Si temono ricadute sull'occupazione, con gli stabilimenti di Mirafiori e Cassino che potrebbero dover affrontare nuovi stop alla produzione.

LA PRODUZIONE NEGLI USA La battaglia di Trump punta a convincere i costruttori europei a trasferire la produzione negli USA: “Se vendi in America, produci in America” è la parola d'ordine. E per reaggiungere l'obiettivo la minaccia è quella di applicare tasse di importazione del 25% su ciascun veicolo prodotto all'estero. Nonostante FCA abbia una presenza consolidata sul territorio americano, con sei stabilimenti dedicati, la preoccupazione per l'introduzione di nuove tariffe c'è.

FCA IN SOFFERENZA La minaccia di Trump si inserisce in un momento di sofferenza per il gruppo, che nel mese di marzo ha visto calare del 7% le vendite negli Stati Uniti, con Jeep in calo dell’11%; Fiat che in questo avvio di primavera ha accusato una flessione netta del 45% e Alfa-Romeo che fa segnare un ribasso del 31%.

INVESTIMENTI NEGLI USA Per quanto riguarda l’Italia, a fronte di una crescita stentata nel 2019, l’impatto di nuove imposte doganali, potrebbe incidere in maniera allarmante su occupazione e produttività degli stabilimenti del gruppo torinese. Così, mentre a Detroit, nel Michigan, FCA investe 160 milioni di dollari, per rigenerare il Jefferson North Assembly Plant, creando 4.950 posti di lavoro, in Italia a Melfi, dove si produce la Jeep Renegade, la produzione rimarrà ferma per alcuni giorni nel mese di maggio. Non se la passa meglio l’impianto Alfa-Romeo di Cassino (dove si producono Giulia, Stelvio e Giulietta): lo stabilimento rimarrà infatti chiuso per tre settimane nel medesimo periodo.

LA DEADLINE DEL 28 MAGGIO La guerra fredda dei dazi di Trump è a tutto campo e non riguarda solo l'Italia. Ma mentre un armistizio senza vincitori né vinti tra la Cina e gli USA potrebbe concludersi già nella giornata di venerdì 10 maggio, per quanto riguarda l’Europa la questione resta ancora aperta. La deadline è fissata per martedì 28 maggio, quando dovranno essere presentati i commenti sulla proposta di estensione dei dazi ai prodotti made in Europe.


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