OSSERVATA SPECIALE La classica "win-win situation", un affare cioè che reca benefici ad ambedue le parti. È la considerazione che sia in Francia, sia in Italia, i rispettivi manager ripetono con ottimismo e desiderio di concludere la trattativa in tempi brevi. Le prospettive di fusione tra PSA ed FCA impongono tuttavia anche riflessioni sui possibili (e non necessariamente rosei) scenari occupazionali. I rappresentanti sindacali PSA votano a favore dell'accordo, ma al tempo stesso chiedono anche garanzie. E che i piani industriali siano condivisi in via preliminare coi lavoratori, vuoi mai che salti un posto dietro l'altro. D'altra parte, l'ansia degli operai è legittima tanto quanto l'entusiasmo dei loro superiori.

 

IL CASO RENNES Le preoccupazioni dei sindacati francesi sono tra l'altro suffragate dalle news che arrivano dal sito PSA di Rennes, quello cioè nel quale vengono attualmente assemblati i Suv Citroen C5 Aircross e Peugeot 5008. Quest'ultimo è destinato a traslocare in direzione di Sochaux, senza che contemporaneamente i vertici del Gruppo abbiano individuato alcun modello che conservi la continuità di produzione dello stabilimento bretone. La vicenda è apparentemente scollegata dalla partnership in divenire con FCA, tuttavia serpeggia il sentimento che la fabbrica di Rennes sia solo un'avvisaglia. E che a seguire, altri siti possano subire tagli di qualsiasi tipo. L'attenzione dei lavoratori sarà massima: la tensione è ancora bassa, ma ogni singola scelta del board sarà esaminata con scrupolo.

QUI FRANCIA, A VOI ITALIA Quali misure verranno adottate una volta che la fusione sarà conclusa, e che il nuovo conglomerato si muoverà sul mercato come un solo grande attore, è ancora in larga parte avvolto dal mistero. Ma se la stampa e la finanzia speculano sull'eventualità che alcuni marchi o singoli prodotti possano sparire dalla scena, è ovvio estendere il dibattito anche al tema occupazione. In Francia PSA è osservata speciale, e in Italia che ne pensano i lavoratori FCA? Pensano che il Governo si stia sostanzialmente disinteressando della questione, e chiedono a gran voce che intervenga invece in modo più diretto. E tuteli una comunità di dipendenti che già per il quadro attule, non dorme sonni tranquilli. 


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