TAVARES DIXIT Parole, parole, parole. Non è affatto detto che i futuri fatti le sconfesseranno, tuttavia il buon senso suggerisce di trattare ogni dichiarazione con prudenza. Carlos Tavares assicura, dalla fusione tra PSA ed FCA nemmeno un brand verrà sacrificato. Nell'intervista rilasciata i giorni scorsi alla francese BFM Business, la prima da futuro capitano del conglomerato in divenire, il top manager portoghese avrebbe anche motivato la sua confortante prospettiva: i due Gruppi si completano a vicenda, sia in chiave geografica, sia in materia di tecnologie, sia infine come posizionamento dei rispettivi brand. Ci fidiamo di Tavares, ma è legittimo temere che in realtà qualcosa debba pure scendere dal treno.

ANELLO DEBOLE Sulla questione della differenziazione di ogni marchio come immagine e profilo di clientela: PSA non ha nel portafoglio un brand sportivo come Alfa Romeo, attivo pure in Nord America oltre che in Europa. Alfa l'unica a poter competere con le tedesche premium, Alfa il gioiellino dall'eredità gloriosa più di tutte. Logico pensare che il Biscione abbia davanti un orizzonte sgombro, poi perà intervengono anche i calcoli industriali. E sul fronte del profitto, Alfa Romeo è proprio il soggetto che del Gruppo FCA al momento fa fatica a stare al passo. Le vendite piangono, nuovi modelli arriveranno, ma non ora. E a proposito di piani: dalla call Fiat Chrisler sul bilancio trimestrale, apprendiamo come dai programmi siano pure evaporati due prodotti...

DIETROFRONT Eh già, perché dell'offensiva preannunciata un anno e mezzo fa a Balocco da Marchionne pare siano state nel frattempo depennate le due supercar: nuove Alfa GTV ed 8C sono scomparse dai programmi, da qui al 2022 alla gamma Alfa Romeo si aggiungeranno la Tonale come Suv segmento C, più un altro crossover di segmento B di identità ancora del tutto sconosciuta. La correzione in corsa arriva proprio all'indomani dell'annuncio dell'accordo con PSA: soltanto un caso, o forse no. Per non dire che è una scelta all'apparenza un po' controintuitiva.

PESTARSI I PIEDI Le considerazioni del board dietro il ridimensionamento dell'offerta sono incerte: con buone probabilità, affiora la necessità di andare incontro a un pubblico che chiede Suv e solo Suv. Ma in questo modo Alfa Romeo va incontro anche al rischio di smarrire la sua identità. E sovrapporsi, un giorno, con due brand come Peugeot e DS che di Suv (e non di auto sportive) ne hanno in abbondanza, per di più di Suv di percezione e qualità che si avvicinano (o che rispecchiano) gli standard premium. Nei mesi a venire, il super puzzle FCA-PSA (14 brand da sistemare) sarà più nitido. Al momento abbiamo solo le parole, che benché suonino bene, restano parole e basta.


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