Confermato il progetto di Mike Manley per rilanciare la produzione in Italia. In arrivo la nuova piattaforma della 500 elettrica
SOLDI IN ARRIVOIn un incontro tenutosi ieri a Torino, alla presenza del Sindaco Chiara Appendino e del Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio, il numero uno di FCA EMEA Pietro Gorlier ha annunciato che il Gruppo è pronto a investire 5 miliardi di euro nel nostro Paese. Rispettata dunque la promessa fatta dall’Amministratore delegato di FCA Mike Manley all’indomani della scomparsa di Sergio Marchionne. Un impegno che ha come obiettivo quello di rilanciare la produzione negli stabilimenti italiani, Grugliasco e Mirafiori in primis, ferma ormai da diversi mesi.
GRUGLIASCO E MIRAFIORISofferenti per la crisi generalizzata del comparto auto, gli stabilimenti piemontesi di Grugliasco e Mirafiori sono poli di fondamentale importanza per il Marchio Maserati. Nelle stime di Gorlier, gli investimenti dovrebbero indurre un miglioramento dei livelli produttivi in Italia, permettendo a FCA di raggiungere la piena occupazione entro il 2022.
FIAT 500 ELETTRICAIl piano di investimenti di FCA servirà a finanziare i 13 nuovi modelli che il Gruppo italo-americano ha intenzione di lanciare nel prossimo futuro. I 5 miliardi di euro sosterranno inoltre l’aggiornamento e lo sviluppo delle piattaforme modulari per la produzione di vetture a basso impatto ambientale ed elettriche. A 80 anni dall’apertura dell’impianto torinese di Mirafiori, FCA conta di svelare il pianale della 500 elettrica, modello su cui il Gruppo ripone grande fiducia e che negli auspici di Fiat dovrebbe arrivare il prossimo anno. Gorlier ha inoltre confermato l’aumento della produzione del centro di Verrone che verrà trasformato in un impianto logistico del Marchio Mopar.
SFUMATO L’ACCORDO CON RENAULTIn chiusura Gorlier ha inoltre confermato la fine delle trattative con il Gruppo Renault, ribadendo il definitivo fallimento dell’intesa tra i due costruttori. Le parole di Gorlier sono state riprese successivamente da Thierry Bolloré, Amministratore delegato del Gruppo francese.
Laurea magistrale in Politiche Europee e Internazionali, Dario unisce l’amore per la scrittura e l’interesse per la politica a una forte passione per le automobili, con un occhio di riguardo per tutto ciò che va a batteria. È il più alto della compagnia, ma le hatchback assettate non gli vanno comunque strette. Una carriera nel giornalismo tutta davanti, eppure una visione già sorprendentemente chiara del mondo a quattro ruote, in chiave sia tecnica sia sociologica. Una risorsa preziosa e polivalente: quando sei sommerso di lavoro, è Dario a toglierti le castagne dal fuoco.



