Autore:
Dario Paolo Botta

PERICOLOSI RITARDI Nella giornata di ieri si è consumata l’ennesima tragedia evitabile, con un piccolo di Catania abbandonato sul sedile posteriore dell'auto del padre. Diverse volte abbiamo sottolineato come nel resto del mondo, in particolare negli Stati Uniti, ci si stia adoperando per rendere obbligatori, il più presto possibile dispositivi, segnalatori acustici e allarmi in grado di avvisare i genitori della presenza dei più piccoli sui sedili posteriori. Il nostro Paese non è rimasto a guardare, sviluppando un testo di legge che, negli auspici, avrebbe dovuto entrare in vigore già a luglio 2019, ma rimasto impantanato in lungaggini burocratiche.

L'UE boccia il testo di legge sui dispositivi antiabbandono

C’É CHI DICE NO Una seconda battuta d’arresto, per la sopracitata legge 117/2018, che disciplina l’uso dei seggiolini antiabbandono, si è registrata proprio oggi. Lo stop arriva dritto dritto dalla Commissione europea, nello specifico dall’ufficio Tris, il sistema d’informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione europea, che valuta la compatibilità delle legislazioni nazionali con i principi del diritto comunitario e del mercato interno. Il parere dato dall’organo non rileva sostanziali violazioni dell’Ordinamento europeo, ma riscontra gravi mancanze nel testo, che rendono la legge lacunosa e dunque inattuabile.

SI RIPARTE DA ZERO La soluzione proposta dall’organo di vigilanza è quello di ripartire da zero. Spetterà dunque al legislatore nazionale dedicare maggiore attenzione alle caratteristiche tecniche dei nuovi dispositivi di sicurezza, descrivendone il funzionamento con particolare dovizia. Una battuta d’arresto che, nel complesso, rischia di procrastinare all’infinito l’adozione di una normativa indispensabile per l’ordinamento italiano, e fondamentale per la salute dei più piccini. Ci appelliamo dunque ai rappresentanti politici, affinché affrontino al più presto questa spinosa problematica.


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