Autore:
Francesca Mondani

IL MOTORE ELETTRICO NON BASTA Il solo udire la sigla PETA, acronimo di People for the Ethical Treatment of Animals, evoca in più di un imprenditore statunitense un profondo senso di ansia e inquietudine. Questa organizzazione animalista è nota, infatti, per i metodi poco ortodossi e molto aggressivi con cui conduce le sue battaglie morali, ivi compreso il finanziamento di gruppi ecoterroristi. La PETA è un po’ come il gatto che vi sveglia la mattina, zampettandovi allegramente sulla faccia con sublime arroganza: le piace stuzzicare ed esasperare gli altri, specialmente quelli da cui ha meno probabilità di essere ascoltata. Per scegliere di andare a miagolare nelle orecchie di un carmaker come Tesla, che produce unicamente veicoli elettrici, ci vuole però una dose davvero sconcertante di ironia.

L’ALTERNATIVA VEGANA Sarà che PETA è azionista Tesla, dunque è direttamente coinvolta nelle sorti economiche e nell’immagine pubblica della Casa, ma l’organizzazione animalistica ha trovato da ridire anche sulla condotta di questo manipolo di anime green. Centro della sua polemica i sedili in pelle, che PETA ha chiesto ufficialmente a Tesla di sostituire con un’alternativa vegana.

IMPATTO AMBIENTALE Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la polemica di PETA non si riduce al fatto che per ottenere queste pelli è necessario uccidere poveri animali innocenti; il discorso si estende ben oltre, abbracciando la tematica del rispetto dell’ambiente. La produzione del pellame necessario per i rivestimenti delle auto è infatti un processo ad elevatissimo impatto ambientale: si sprecano quasi 57.000 litri di acqua per ogni tonnellata di pelle prodotta, sottoponendo al contempo gli addetti ai lavori a ingenti rischi di contaminazione e avvelenamento chimico a causa dell’impiego di sostanze come il cianuro (dannoso anche per le altre specie animali e vegetali, una volta che viene immesso nell’ambiente per essere smaltito). Senza contare che gli animali che entrano nella catena di produzione dei pellami subiscono a volte torture atroci senza nemmeno il palliativo dell’anestesia.

IMMAGINA, PUOI Invece di negare l’evidenza e tornare a farsi beatamente gli affari suoi, il CEO di Tesla Elon Musk ha deciso di accogliere la richiesta della PETA di eliminare ogni derivato animale dai propri cataloghi, inserendo in un primo momento l’opzione dei rivestimenti in tessuto e poi quella della pelle sintetica per sedili, volante e leva del cambio della Model X. La nuova ecopelle, creata in laboratorio proprio insieme alla PETA, si chiama Ultra White ed è totalmente cruelty free. PETA ha servito così a Tesla su un piatto d’argento il modo per guadagnarsi la preziosa approvazione del pignolo popolo vegano. Insegnandoci anche una cosa importante: volete cambiare il mondo? Trovate prima la soluzione, poi proponetela al CEO giusto. Niente è impossibile, nemmeno un’auto di lusso perfettamente ecocompatibile.


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