RESTOMOD ELETTRICI Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato dell’idea della startup inglese Lunaz di realizzare restomod di alcune delle più famose auto del passato, e trasformarle in vetture interamente elettriche. Questa particolare tecnica di restauro e modifica prende il nome di EV restomodding, e in molti casi coinvolge anche gli stessi costruttori, tra cui Volkswagen, Aston Martin e Mini. Tra le macchine soggette all’insolito restyling di Lunaz troviamo vere e proprie icone del mondo dei motori, tra cui la Rolls-Royce Phantom V (1961), la Rolls-Royce Cloud (1956) e la Jaguar XK120 (1953). 

SCHERZA COI FANTI... A giudicare da come avete accolto la notizia nei commenti e sui social l’idea non ci sembra delle più vincenti. Allo stesso modo la pensa anche Federation Internationale des Vehicules Anciens (Federazione Internazionale delle Auto Storiche), organizzazione che sostiene gli interessi dei proprietari dei veicoli storici, e che ha pubblicato un comunicato nel quale prende apertamente posizione contro gli EV restomod. Nella dichiarazione si legge che FIVA “comprende le motivazioni per cui alcuni proprietari vogliono elettrificare i loro veicoli, e fintanto che queste operazioni rispettano leggi e codici stradali, alla fine si tratta di una scelta personale e soggettiva". L’organizzazione si dice però “dedicata alla conservazione, protezione e promozione delle auto storiche, e non può in alcun modo appoggiare l’uso di componenti elettrici moderni (motori e batterie) per sostituire le unità originali”.

Restomod elettrici: piacciono o no?

UNA POSSIBILE VIA DI MEZZO Del resto, secondo la FIVA, un’auto storica ha almeno trent’anni di vita, è conservata e mantenuta in condizioni storicamente accurate, non viene utilizzata come mezzo di trasporto quotidiano, e fa parte della nostra cultura. In buona sostanza, “non è la forma o la carrozzeria di una macchina a renderla storica, ma è l’intero processo con cui è stata costruita e prodotta nella sua forma originale”. “Se qualunque proprietario, ingegnere o costruttore dovesse scegliere di realizzare questo genere di conversioni”, suggerisce Tiddo Bresters, vice presidente di FIVA, “sarebbe opportuno che la trasformazione sia reversibile, ossia permetta di ripristinare l’auto in condizioni originali qualora lo si desideri, e riportarla così al suo status di auto storica”. 

COSA NE PENSATE? In questo senso, Aston Martin ha già dichiarato che la conversione della sua DB6 sarà reversibile. E voi? Cosa ne pensate? Questa ipotesi di compromesso potrebbe risultare meno indigesta? Oppure è meglio che le vetture storiche rimangano così come sono, senza modifiche così radicali?


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