Pubblicato il 30/03/20

TRA ALTI E BASSI La parola restomod è una sorta di tranello: indica un'operazione di restauro non del tutto rispettoso dell'auto di partenza. E se in alcuni casi, i risultati riescono a giustificare le modifiche, altre volte le trasformazioni sono troppo radicali, quando non di cattivo gusto. Ecco qualche esempio.

 

ALFA ROMEO GIULIA GT JUNIOR

Alfa Romeo Giulia GT electric by Totem Automobili, vista 3/4 anteriore

L'AUTO D'EPOCA DIVENTA ELETTRICA 525 cavalli, 940 Nm di coppia e uno 0-100 in 3,4 secondi sono numeri interessanti, molto interessanti. Specie se combinati con una carrozzeria in carbonio che promette di tenere basso il peso. Poi guardi la linea, ancora bellissima, di una storica Alfa Romeo Giulia GT Junior e qualcosa non torna. Alfa Romeo GT electric dell'italiana Totem Automobili è un restomod che trasforma e attualizza una GT Junior originale per farla diventare un'auto elettrica: parca di emissioni, all'ultima moda. Però...

COSA RESTA DI STORICO? Il però è presto spiegato, se a un'auto d'epoca stravolgi la meccanica e butti via il motore, con il relativo sound, quale interesse storico le rimane? Per carità, la realizzazione sembra splendida, ma qui dell'Alfa Giulia GT Junior rimane ben poco: circa il 10 per cento del telaio originale, che diventa parte integrante di una nuova scocca in alluminio progettata apposta, con un rollbar a gabbia che segue accuratamente il profilo interno del tetto.

UN SERBATOIO DA 350 KG Tutto questo viene fatto per gestire l'aumento delle prestazioni e del peso. La sola batteria da 50,4 kWh, buona per 350 km di autonomia, aggiunge al tutto 350 kg: non pochi se pensiamo che l'intera GT Junior originale pesava 990 kg in ordine di marcia.

MULTILINK E LED All'anteriore abbiamo sospensioni MacPherson, mentre al posteriore l'originale assale rigido viene rimpiazzato da un inedito multilink. Per gli ammortizzatori si può scegliere tra Bilstein regolabili in compressione e ritorno oppure su elementi a controllo elettronico. Completano il pacchetto luci a LED, che nel frontale rispecchiano i gruppi ottici originali, mentre al posteriore sostituiscono gli originali elementi quadrati con fanali circolari.

DICIAMOCELO: È TUTTA NUOVA Insomma, più che un restomod ragionevolmente rispettoso delle origini, come quelli di Alfaholics, quello di Totem è un'operazione nostalgia che porta alla completa distruzione dei telai GT Junior superstiti. Il risultato è bellissimo e certamente desiderabile, però è più un'auto nuova che un recupero attualizzato. Un restomod roppo ''mod'' e poco ''resto'', insomma.

 

HONDA S2000

Honda S2000: la 3/4 posteriore di un restomod atroce

IRRICONOSCIBILE Tutt'altro effetto fa la Honda S2000 che un tale Luis Castillo ha messo in vendita sulla pagina Facebook di Arizona JDM Lifestyle. A sua parziale discolpa, lo stesso Luis nell'annuncio ammette candidamente: “Lo so che è brutta, ma è veloce”. Sotto all'accrocchio che vedete nelle immagini c'è una delle celebri spider della Honda con circa 90.000 chilometri all'attivo. La carrozzeria ricorda una barchetta da corsa degli anni 70: solo il tettino apribile originale fa capire di che auto si tratti.

VENDESI AL PREZZO DI... Gli interni sono, francamente, orripilanti. Non basta il vistoso volante colorato che fa pendant con il rollbar aggiuntivo: sopra la plancia è stato applicato un accrocchio di indicatori da far invidia a un locale caldaie. Ma con un look squadrato “squisitamente” anni 80. Il venditore fa sapere che il motore è elaborato, tramite l'aggiunta di un compressore volumetrico e un radiatore per l'olio, oltre a uno scarico specifico. La richiesta? Molto meno dei 100.000 euro chiesti per una S2000 nuova negli USA, ma Mr. Castillo vuole comunque 10.000 euro. Di danni?

 

FERRARI 328

Ferrari 328 BB3X8 FDP by Casil Motors, vista 3/4 anteriore

UNA FERRARI PASTICCIATA Icone di eleganza sportiva, le Ferrari non sono immuni da trasformazioni che porgono il fianco a valutazioni controverse. È il caso della Ferrari 328 elaborata dalla Casil Motors di Las Vegas (sì, quella che vuole rilanciare la Edonis) e ribattezzata BB3X8 FDP. FDP sta per Fuorilegge Development Program e l'officina che la realizza promette di non realizzare più di 30 esemplari: sempre che una diffida non giunga da Maranello a interrompere prima la produzione.

LA COPIA È EVIDENTE A colpo d'occhio questa 328 modificata e verniciata in un curioso Grigio Finanza potrebbe ricordare l'iconica Ferrari 288 GTO del 1984, di cui anche il compianto Michele Alboreto era fortunato possessore. Il frontale della BB3X8 mostra fari antinebbia ispirati proprio alla 288 GTO; la carrozzeria è allargata da pannellature in carbonio e kevlar e al posteriore è stato aggiunto un diffusore in alluminio. A tradire smaccatamente il fatto che non si tratta di una vera GTO provvede la mancanza delle prese d'aria ai lati della coda, il tetto apribile tipo targa (la GTO era solo coupé) e calotte degli specchi arrotondate tipo GT3.

POMPATO ANCHE IL MOTORE La ciliegina sulla torta a dare al tutto un aspetto improbabile provvede l'assetto ribassatissimo, con sospensioni ad aria, una campanatura imbarazzante e l'accoppiata cerchi Rotiform con gomme Toyo parzialmente fagocitata dai passaruota. Sotto al cofano, il V8 di 3,2 litri che originariamente erogava circa 270 CV è stato potenziato fino a 400 cavalli, mentre il cambio rimane il 5 marce originale, con la sua iconica griglia cromata.

 

PORSCHE 356

Porsche 356 RSR outlaw restomod by Ron Emory

UNA 356 FUORILEGGE Dimenticatevi la Porsche 356 con motore della 911 Turbo serie 930 comprata dal mitico Walter Rohrl o le pregevolissime realizzazioni di Singer: questa Porsche 356 modificata dallo specialista californiano Rod Emory, di Emory Motorsport, non è davvero un capolavoro di sobrietà. Peccato, perché dall'officina di Rod escono anche pezzi di grande interesse. Ma quando ci si fa prendere la mano con le trasformazioni in stile outlaw, talvolta, le ciambelle non riescono col buco.

 

DE TOMASO PANTERA

De Tomaso Pantera restomod

VECCHIA GLORIA Altra icona delle auto sportive è la De Tomaso Pantera: un'auto che tra i suoi estimatori ed ex proprietari può vantare anche il velocissimo pilota Beppe “Cavallo Pazzo” Gabbiani. All'epoca la Pantera era un oggetto autenticamente veloce, ma quando un esemplare passa per le mani sbagliate ecco il risultato. Colpisce il frontale bassissimo, che rende l'auto inutilizzabile su strada (e forse anche in pista), con ipertrofici allargamenti dei passaruota e convogliatori d'aria dall'aspetto posticcio dietro ai finestrini laterali. Anche no.


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