Autore:
Dario Paolo Botta

QUALCOSA IN COMUNE Chi acquista un’auto da oltre 100.000 euro, come una Maserati Quattroporte, magari si aspetta che tutti i componenti dalla vettura - dal primo all'ultimo - siano realizzati espressamente. Tuttavia è risaputo che, anche per questione di costi, le grandi case automobiliste ricorrono spessissimo a componenti dei modelli di grande serie anche per le auto di lusso.

CLIENTE PIGNOLO Ed ecco che a San Diego un ricco e insoddisfatto acquirente della casa del Tridente ha ben deciso di mettere alla prova la propria Maseratirecandosi presso alcuni concessionari del gruppo FCA per un insolito test. L'obiettivo? Scoprire quanto stretta fosse la parentela della sua Quattroporte con i modelli di Jeep, Dodge e Chrysler (qui il video).

LA PROVA DEL NOVE Dopo aver ricevuto un sonoro rifiuto da alcuni negozianti, il videoamatore ha finalmente trovato un concessionario disposto a sottoporsi alla verifica. Così, dopo aver chiesto a un impiegato di analizzare la vettura, si è passati alla comparazione con le auto in esposizione. Confrontando la Quattroporte con i modelli in vendita, ha notato che gran parte dei componenti Maserati non arrivava da Modena, bensì dagli States.

MASERATI MADE IN USA Le scoperte sono state abbastanza sorprendenti: I finestrini, gli specchietti, i tasti dell’abitacolo, le luci interne e il bottone d’avviamento sono infatti gli stessi montati sui pick-up venduti da FCA negli Stati Uniti. Questo solo per quanto riguarda le componenti in bellavista, senza contare le migliaia di altre parti che rimangono celati allo sguardo.

COSI' FAN TUTTI Se siete rimasti sorpresi, consolatevi pensando che cose simili avvengono su modelli di tutti i grandi gruppi industriali: Porsche, Lamborghini e così via. E non dimentichiamo che il ricorso a componenti di grande serie offre indiscutibili vantaggi in termini di affidabilità. Non a caso le fuoriserie del  passato erano spesso famose per lasciare i ricconi per strada: ricordate?


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