UN PO' FORMULA 1, UN PO' CONCEPT ART DÉCO
Fred Krugger è un designer maggiormente noto per le sue creazioni a due ruote. Stavolta però si è messo all'opera per realizzare un'automobile, la Krugger FD. Un concept massiccio, dall'impatto imponente, che potrebbe ricordare una F1 degli anni '30 vitaminizzata (la FD in realtà ha le ruote coperte) e che, grazie al V12 Bentley nascosto sotto la scocca, rientra di diritto tra le moderne supercar. Andiamo a conoscerla meglio.
LA FD KRUGGER
Il corpo centrale dell'auto è massiccio, e anteriormente domina una grossa presa d'aria di forma ellittica. Le ruote come dicevamo sono coperte quasi completamente, all'infuori della parte che, naturalmente, ha contatto col terreno, mentre i braccetti delle sospensioni sono a vista: siamo in presenza di una via di mezzo tra una vettura Formula e una Caterham, per intenderci. Sotto la carrozzeria c'è il V12 Bentley di Continental GT che eroga la bellezza di 750 CV, con un peso contenuto in circa 1270 kg.

SCELTE MINIMALISTE: GLI INTERNI
L'unica protezione aerodinamica per il pilota, come in una vera vettura da F1, è offerta da un minuscolo plexiglass. La protezione in materiale plastico che troviamo anteriormente viene idealmente ripresa posteriormente, dietro la testa del guidatore, dove fa capolino una vera e propria finestra trasparente che permette di osservare il grande motore V12. Dando un'occhiata all'abitacolo della monoposto abbiamo la conferma, casomai ce ne fosse bisogno, che si tratti di un oggetto di design: la seduta, come gran parte degli interni, è realizzata in legno, mentre il volante e il piantone dello sterzo sono cromati. Insomma, questa FD Krugger potrebbe sembrare davvero un'auto da corsa ma, a guardarla meglio, dà l'idea che il suo posto ideale non sia tanto la pista, quanto la sala di un museo.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…





