CAR OF THE YEAR 2019 Il tema è semplice, “il titolo di Auto dell'anno è un riconoscimento europeo volto a premiare il modello che, nei dodici mesi precedenti all'assegnazione, abbia espresso i migliori contributi di design e innovazione tecnologica, in rapporto al prezzo di vendita”, per usare le parole di Wikipedia. Auto dell'anno 2019, ormai lo sappiamo, è la Jaguar I-Pace, la prima auto elettrica del giaguaro. E non so voi, ma io mi sono chiesto: come mai Tesla non ha mai trionfato al concorso Car of the year?

TESLA NON HA MAI VINTO Sia chiaro, non ho nulla contro la vittoria della Jaguar I-Pace, che tra l'altro ho apprezzato in occasione della mia prova su strada. E per Tesla il 2018 non è stato anno di lanci epocali, quindi non avrebbe mai potuto contendere a Jaguar questo premio. Non oggi. Ma vale la pena riflettere sul perché l'auto elettrica di Elon Musk non abbia svettato nel premio europeo nel 2016, quando è stata lanciata sul mercato americano la Tesla Model 3. O ancora di più nel 2012, quando iniziarono le consegne della Model S negli USA.

LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA Sul sito dell'auto dell'anno (Car of the year) si legge: “Jaguar ha simultaneamente soddisfatto la domanda per SUV raffinati e la necessità futura di più auto a emissioni zero, specialmente se come questa sono attraenti e pratiche per l'uso quotidiano. Nella giuria, i sostenitori della I-Pace riconoscono le problematiche di un'insufficiente infrastruttura per la ricarica, al momento attuale, e il prezzo elevato della loro candidata preferita. E che l'autonomia reale dipende molto dallo stile di guida. Ma gli altri aspetti di questo dinamico veicolo da 400 CV, che offre tonnellate di coppia e buone capacità entro/fuoristrada, trasmettono puro entusiasmo”.

PRIMO CAPO D'ACCUSA Fin qui tutto giusto. Vero. Condivisibile. Credo però valga la pena ricordare che, per Tesla Model S, la casa americana ha inventato da zero una piattaforma che ha fatto scuola e che ha rappresentato qualcosa di assolutamente rivoluzionario. Le prestazioni del modello erano, fin dall'inizio, qualcosa che apparteneva a un altro pianeta, rispetto alla produzione del periodo. E nel pacchetto andava considerato uno sfruttamento degli spazi e un'abitabilità semplicemente senza precedenti.

SECONDO CAPO D'ACCUSA Inoltre non va dimenticato quanto Tesla abbia investito di tasca propria per realizzare una sua infrastruttura di ricarica, quando altre colonnine, semplicemente, non esistevano. A ulteriore testimonianza di ciò, è di oggi la notizia del lancio, in California, della prima stazione con i nuovi Tesla Supercharger V3 ad altissima potenza, che dimezzano in media i tempi di ricarica consentendo di recuperare sulle Model 3 oltre 120 km di autonomia in 5 minuti. Come dire, oggi i giurati riconoscono come elemento negativo nella valutazione un problema che Elon Musk stesso ha incominciato a risolvere da solo molti anni fa...

L'ENTUSIASMO DEI GIURATI “Ricorderò I-Pace come il primo BEV (veicolo puramente elettrico, n.d..r.) che ci ha mostrato cosa un'auto elettrica può davvero fare”, si legge tra i commenti dei giurati dell'Auto dell'anno in merito alla Jaguar I-Pace. E ancora: “Il basso centro di gravità e i potenti motori elettrici rendono la I-Pace migliore da guidare di molte auto tradizionali”; “Il veicolo più innovativo tra i finalisti dell'Auto dell'anno”; “La mobilità elettrica ha guadagnato un senso del divertimento”. Tutto vero, per carità, ma allora Tesla Model S, sette anni fa, com'era? Qualcuno l'ha guidata? L'ha almeno guardata?

LE DATE CHE CONTANO Verrebbe da gridare al complotto, ma se andiamo a rileggere gli annali del Premio possiamo intuire i perché di una situazione che è paradossale solo in apparenza. Intanto occorre precisare due numeri fondamentali. Poco fa identificavo nel 2012 e nel 2016 le date di riferimento per i lanci di Tesla, ma in base al regolamento, per essere ammessi al premio i nuovi modelli devono essere disponibili in almeno cinque mercati europei e avere vendite previste pari o superiori a 5.000 unità l'anno. Ecco perché la Tesla Model S, ignorata nel 2012, alla finale di Car of the year ci è arrivata eccome: nel 2014, aggiudicandosi la terza piazza. Già, ma perché solo terza?

TEMPISMO IMPERFETTO Solo tre anni prima, vincitrice assoluta dell'Auto dell'anno era stata Nissan Leaf: prima auto elettrica ad aggiudicarsi il premio, che tra l'altro costava una frazione di quello che costava la Tesla Model S nel 2014. E il prezzo è sempre stato una discriminante forte nell'assegnazione del premio (almeno fino a quest'anno). Nel 2012 vinsero le gemelle Chevrolet Volt e Opel Ampera, sdoganando le tecnologie della ricarica plug-in e del range extender o ibrido tipo serie, dove il motore termico funge solo da caricabatterie ma non trasmette potenza alle ruote. Dopo questi precedenti, viene da dire, la Model S non è sembrata, evidentemente, abbastanza innovativa e di largo impatto.

LA MODEL 3 GIOCA L'ANNO PROSSIMO D'altra parte, le consegne della Tesla Model 3 in Europa cominciano quest'anno e dunque la Tesla meno costosa non era eleggibile per il premio relativo ai modelli lanciati l'anno scorso. Sarebbe dunque sbagliato e privo di fondamento pensare che sui verdetti, mai del tutto favorevoli a Tesla, abbia pesato la provenienza 100% europea dei giurati. Oppure il fatto che il costruttore di auto elettriche americano è stato, per estrazione industriale, un completo outsider nel mondo delle auto tradizionali. Uno che “dava fastidio”. La regina del 2019 può godersi serenamente il suo meritatissimo titolo. Ma la partita per il 2020 è ancora tutta da giocare.


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