INCIDENTE MORTALE La notizia è finita su tutti i giornali: nella notte tra venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno 2019 è mancato il calciatore spagnolo José Antonio Reyes in seguito a un incidente d'auto, mentre viaggiava nei pressi di Utrera, sua città natale, a bordo della sua Mercedes Brabus S550. Secondo quanto riportato dal giornale Mundo Deportivo, che cita il rapporto della Guardia Civil intervenuta per i rilievi sul luogo dell'incidente, l'ex giocatore del Siviglia, del Real Madrid e dell'Arsenal sarebbe stato tradito dallo scoppio di uno pneumatico mentre viaggiava a 237 km/h.

OCCHIO ALLE GOMME La perdita di controllo derivante dallo scoppio della gomma avrebbe indotto l'auto a ribaltarsi e incendiarsi. Sembra che Reyes, proprietario di svariate automobili, non usasse la Mercedes da alcuni mesi. L'ipotesi avanzata da alcuni è che la pressione delle gomme non fosse stata verificata e che dunque non fosse corretta. Dagli sfortunati eventi vale la pena trarre lo spunto per alcune considerazioni in tema di sicurezza stradale. La prima è che sono pochissime le strade dove è consentito viaggiare a 237 km/h e un richiamo al rispetto dei limiti è d'obbligo. Ma c'è di più.

A CACCIA DI BOZZI Quanto alle illazioni sulle gomme sgonfie, viene da dire che auto come la Mercedes di Reyes sono in genere dotate di sistemi per il monitoraggio della pressione degli pneumatici. Tali sistemi non sono sempre affidabili al 100% ed è sempre consigliabile provvedere a una verifica manuale almeno una volta al mese. Va detto però che un cedimento improvviso è più probabilmente dovuto a un danneggiamento della gomma in seguito all'urto contro un marciapiedi in fase di parcheggio o all'impatto derivante dal passaggio su una buca. Tali danneggiamenti si possono spesso individuare con un'ispezione visiva della gomma e vengono svelati da un rigonfiamento del pneumatico stesso.

UNA RICERCA DIFFICILE L'alterazione della forma dello pneumatico è dovuta al cedimento della carcassa, ossia la struttura portante della gomma. Laddove la carcassa è compromessa, una pressione eccessiva avrebbe buon gioco nel causare un'esplosione. L'aspetto critico di questi rigonfiamenti è che possono localizzarsi tanto all'esterno del pneumatico, in posizione visibile, quanto sul lato interno. Pertanto, quando una gomma subisce un trauma rilevante, è sempre bene farla ispezionare da un gommista su un ponte sollevatore. In alternativa è possibile affidarsi al tatto, tastando con la mano tutto il fianco interno e nascosto dello pneumatico: un sistema più immediato, ma certo meno agevole.

LE GOMME INVECCHIANO Altro aspetto di cui tenere conto è l'invecchiamento degli pneumatici. Esposizione al sole, al calore, agli sbalzi di temperatura, al sale e alle intemperie in genere – ma anche il semplice tempo che passa – fanno invecchiare la gomma, che a lungo andare si secca, perde in elasticità e diventa meno resistente alle sollecitazioni meccaniche. Una corretta conservazione minimizza questi effetti, che possono rendersi evidenti sotto forma di screpolature, tagli o lacerazioni, ma può darsi che Reyes abbia trascurato uno o più di questi accorgimenti quando si è messo al volante della sua auto. Con conseguenze, purtroppo, fatali.


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