Pubblicato il 05/05/2020 ore 16:50

UN'ESPERIENZA MOZZAFIATO Proviamo per un attimo a immaginare cosa significhi guidare una monoposto a ruote scoperte, capace di oltre 680 CV per 600 kg di peso... non siamo ai livelli di una Formula 1, ma giusto per farsi un'idea dell'incredibile rapporto peso-potenza della Rodin FZed, basti pensare che la Bugatti Chiron, la più veloce auto stradale al mondo (1500 CV per 1995 kg), avrebbe bisogno di circa altri 500 CV per eguagliarla.

RODIN FZED: MOTORE E TELAIO Non a caso, la Rodin FZED nasce dal progetto della Lotus T125, una replica della Lotus di F1, e dalla mente dell'uomo d'affari australiano David Dicker. L'imprenditore, acquistati cinque telai rimasti invenduti della monoposto inglese, decide di costruire una F1 tutta sua. Questa Formula è equipaggiata con un V8 Cosworth da 3.8 litri capace di qualcosa come 684 CV.

TAGLIANDI OGNI 4.500 KM Il motore richiede una manutenzione decisamente impegnativa, ma comunque più tollerabile rispetto a una vera auto da corsa: la percorrenza massima, prima del rifacimento completo del propulsore, si aggira attorno ai 4.500 km. La curva di potenza è stata mantenuta a favore dei bassi regimi, così da poter garantire una maggiore affidabilità. Il telaio Lotus è stato ulteriormente allegerito grazie al titanio, se mai ce ne fosse il bisogno, risparmiando ulteriori 40 kg e raggiungendo gli attuali 610. Nuovi anche pedaliera, sedile, attuatore della frizione, volante...

GIRO DI PROVA? IN NUOVA ZELANDA Scordatevi di trovare la FZERO in un normale autosalone. Per vedere com'è fatta e fare un giro di prova dovete andare fino in Nuova Zelanda, dove Dicker ha costruito il suo quartier generale: tre piste di prova, una fabbrica contenente alcune delle più costose macchine 3D per le produzioni in titanio e un'area con box e hospitality. Ma non è finita. A disposizione anche Mark Williamson, pilota australiano, che per due giorni farà le veci della chioccia, giusto per evitare che i clienti commettano errori e si facciano male.

MA PRIMA, A SCUOLA! Prima di entrare nell'abitacolo della FZED, infatti, il training è lungo: si inizia con un paio di giri per conoscere il tracciato a bordo di una McLaren 570S GT4. Poi si passa a una Dallara di Formula 3 e nelle pause ai box, si esaminano le riprese on board e la telemetria, per vedere se ci capite qualcosa. Come a dire: se non imparate a comprendere i segreti del carico aerodinamico su questa, sulla FZED è meglio che non ci saliate proprio...

A BORDO! Passato l'esame con la Dallara, arriva l'agognato momento di entrare nella FZED. A disposizione due sessioni: una con circa l'80% dei giri, l'altra a piena potenza. Immaginate ora di essere nell'abitacolo (discretamente spazioso, per una corporatura media), il cui sedile è cucito su misura: l'avviatore esterno mette in moto il motore (4.000 giri il regime minimo ideale) e vi ritrovate solo due pedali: sono acceleratore e freno, con la frizione che ha il comando a mano. L'impianto frenante prevede dischi in carbonio: o frenate davvero forte o non funzionano, senza mezze misure.

A 270 KM/H IN UN BATTER D'OCCHI Il tempo di comprendere questo delicato aspetto e, quando i freni sono caldi (e le gomme anche), sarete pronti per iniziare davvero. Tutto quello che avevate imparato sulla McLaren o sulla Dallara, ora, va riprogrammato: la pista non basta più: colpa (o merito?) di un'accelerazione 100-270 km/h della quale non avete nemmeno la percezione, tanto è rapida. E così, dopo ogni curva, finite per essere inghiottiti dal rettilineo successivo. Finché non frenate.

UNA FRENATA ATOMICA La sensazione che provate attaccandovi ai freni da oltre 270 km/h vi farà sembrare l'accelerazione della Rodin qualcosa di normale, a confronto: la potenza dei dischi in carbonio, mixata con il carico aerodinamico, si traduce in una decelerazione simile all'impatto in un incidente. Non basta: dovete ricordarvi di allentare la pressione sui freni via via che il carico aerodinamico diminuisce: in caso contrario vi troverete a fissare le vostre due gomme anteriori, bloccate, che si spiattellano mentre ancora andate a 100 km/h.

FARE UNA CURVA: SUGGERIMENTI Le curve sono più facili del previsto. In quelle più lente è persino possibile far scivolare un po' la macchina. Lo sterzo è leggero, preciso e super veloce. In poche parole, dovete solo impegnarvi a fare movimenti a velocità sconosciute. E poi dovete controllare l'acceleratore. Perché spostare il carico avanti e indietro modifica anche l'assetto del fondo della vettura, responsabile della maggior parte del carico aerodinamico. Quindi no, non è una buona idea.

QUANTO COSTA LA RODIN FZED Considerate le sensazioni incredibili che è in grado di farvi provare, sicuramente la Rodin FZED vale il prezzo del biglietto: per portarsela a casa ci vogliono circa 500.000 euro. Molti meno di tante blasonate supercar, insomma. E se deciderete di provarla, andando in nuova Zelanda per il test di due giorni, e poi ne acquistate una, Rodin eliminerà l'intero costo del viaggio dal prezzo di acquisto. 

IN ARRIVO ANCHE LA GT Giusto per mettere altra carne al fuoco sappiate che David Dicker sta costruendo un'altra incredibile vettura di suo pugno. Si chiama FZERO (non fatevi ingannare dal nome, non ha nulla a che fare con le emissioni, né col videogioco): motore V10 da 4.0 litri twin turbo da oltre 1000 CV, 0-300 km/h in 10 secondi... Sarà targabile e dovrebbe arrivare verso fine anno. Prezzo, circa 1 milione di euro.

 


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