ALTRO CHE CHIUSA IN BOX Un legame indissolubile perché Zonda fa rima con Pagani e privarsene sembra quasi impossibile. La “mamma” delle supercar ha scritto su pietra la sua storia dal 1999 al 2010 grazie a tre capisaldi mai messi in discussione: motore V12 aspirato (Mercedes), fibra di carbonio (tanta e ovunque) e una aerodinamica ricercatissima (grazie ad una linea unica). Ufficialmente è quindi in pensione ma viene saltuariamente ripescata dal mazzo quando facoltosi clienti richiedono di acquistarla rigorosamente personalizzata. Un vero e proprio asso per Pagani riservato ad una elitarissima cerchia che potrà sbizzarrirsi nelle più svariate richieste. Tanto che un doppione praticamente non esiste, come richiede questa vera e proprio opera d’arte su quattro ruote.

LAST BUT NOT LEAST? L’ultima nata si chiama Pagani Zonda Zun ed è stata richiesta dal facoltoso cliente Mr. Ma. Fa parte del ristretto gruppo delle “Zonda 760 One-off Series” (già costruite in una dozzina di esemplari unici) e si parte sempre da un’auto esistente spogliata delle sue parti originali per essere completamente trasformata a richiesta del cliente. La Zonda Zun fa del colore viola il suo punto caratteristico che troviamo per la livrea e per i dettagli interni. Prese d’aria, splitter in carbonio e una grande ala posteriore completano il profilo da roadster molto racing. Certo che il modello con questa scelta cromatica ricorda vagamente la Pagani Zonda 760 LH del pilota di Formula1 Lewis Hamilton. A proposito di monoposto il sound è da brivido grazie al motore V12 aspirato da 7.3 litri di Mercedes-AMG capace di 760 CV (dato non confermato ufficialmente da Pagani) che viene gestito da un cambio manuale. Una scelta old style del fortunato cliente. Il prezzo dell’ultimo gioiello disegnato da Horacio Pagani? Potete scommetterci, supererà di certo il milione di euro.


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