Autore:
Massimo Grassi

SFIDA VINTA Il buon Horacio l’ha definita “Il progetto più complicato che abbiamo affrontato”. Un progetto durato anni e che ora abbiamo davanti agli occhi: la Pagani Huayra Roadster, la versione con tetto (anzi, tetti) removibili della supercar di San Cesario sul Panaro. Un’auto esagerata in tutto e per tutto che dalla sorella con tetto fisso eredita ben poco.

RIDISEGNATA DAL VENTO Ecco spiegato perché la roadster ci ha messo ben 6 anni ad arrivare. Perché ha tanti particolari tutti nuovi, come ad esempio il disegno del posteriore dove, sulla sommità delle luci, compaiono due appendici aerodinamiche che ottimizzano i flussi d’aria. Poi c’è il frontale con nuova presa d’aria, ci sono pannelli della carrozzeria ridisegnati ed elementi in carbotitanio, materiale molto leggero e resistente che garantisce una maggior rigidità torsionale. Il risultato è incredibile: la Pagani Huayra Roadster pesa 80 kg in meno rispetto alla Huayra coupé. È una specie di magia.

DI CHE TETTO SEI? C’è poi la questione tetto. I clienti Pagani potrebbero accontentarsi di un classico pannello rigido in carbonio? Secondo me no. Anche secondo Horacio. Ecco quindi che la Huayra Roadster monta un tettuccio removibile in carbonio e vetro che, una volta rimosso, deve per forza essere lasciato nel box. C’è però il rischio che piova e che l’acqua vada a rovinare i preziosi materiali utilizzati per l’abitacolo (pelle, carbonio). Quindi? Quindi si può andare in giro col secondo tetto dato in dotazione, in tela, che trova spazio nell’abitacolo.

A BRIGLIA SCIOLTA No, non mi sono dimenticato: bisogna parlare del motore. Si, è sempre il solito V12 di 6 litri di origine AMG e per l’occasione è stato portato 764 cv, mentre la coppia rimane a quota 1.000 Nm. Quanto basta per passare da 0 a 100 km/h in 3” e raggiungere i 350 km/h di velocità massima. Un piacere che potranno provare solo 100 fortunati: tante infatti saranno le Pagani Huayra Roadster prodotte, tutte già vendute con prezzo a partire da 2.135.000 di euro. Noi comuni mortali ci dovremo accontentare di ammirarla al Salone di Ginevra 2017.


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